Fine pena mai per Muhammad Riaz, 45 anni, oggi condannato dalla Corte d'assise di Macerata per l'omicidio della figlia 19enne Azka Riaz, contro la quale è stato condannato anche per violenza sessuale e maltrattamenti. Azka, 19 anni, aveva denunciato suo padre proprio per gli abusi subiti in famiglia, quando è stata brutalmente picchiata dal padre e abbandonata sulla strada dove poi è stata investita a Trodica di Morrovalle (Macerata), sulla Sp 485. L’auto le è passata sopra schiacciandole il petto e provocandone la rottura delle ossa. I fatti risalgono al 24 febbraio del 2018.

Si lasciava violentare dal padre per salvare la sorellina

Nonostante non fosse alla guida del veicolo che ha investito mortalmente la ragazza, Riaz si è visto contestare l'accusa di omicidio volontario. Secondo l'accusa, infatti, la morte di Azka non è stata accidentale, ma voluta da suo padre, che l'avrebbe abbandonata ferita in strada esponendola di proposito al rischio di essere investita, come poi è accaduto. Fondamentale è stata la testimonianza della moglie di Riaz, la quale ha dichiarato che l'uomo aveva detto più volto dei figli: "Se fossimo in Pakistan li avrei già uccisi". La donna è venuta in Italia di recente con un permesso speciale per motivi di giustizia.

Costretta ad abortire tre volte

Secondo la sua testimonianza, che riporta quanto la stessa Azka le aveva raccontato al telefono, le violenze avrebbero riguardato tutti i figli (oggi ospiti di una casa famiglia) e in particolare la sorella minore di Azka, che la ragazza avrebbe tentato in più occasioni di proteggere facendosi violentare dal padre al suo posto. Secondi i racconti di chi era vicino ad Azka, la ragazza sarebbe stata costretta dal padre ad abortire per ben tre volte. Per interrompere le gravidanze, l'uomo usava farmaci che si faceva inviare dal Pakistan. Quanto all'accusa di omicidio, Riaz continua a dirsi innocente.