Mohammed bin Rashid al Maktoum, primo ministro degli Emirati Arabi Uniti
in foto: Mohammed bin Rashid al Maktoum, primo ministro degli Emirati Arabi Uniti

Lo sceicco di Dubai ha organizzato il rapimento due delle sue figlie e ha minacciato la sua sesta moglie. Si tratta di Mohammed bin Rashid al Maktoum, il miliardario primo ministro degli Emirati Arabi Uniti. Secondo le informazioni apprese lo sceicco ha rapito due delle sue figlie per ricattare la moglie, la principessa Haya bint al-Hussein di Giordania, che lo ha lasciato a seguito di molestie. Di oggi la pubblicazione di documenti processuali, permessa dalla Corte Suprema britannica. L'anno scorso durante un'audizione la principessa ha chiesto la divisione della famiglia, con un ordine d'affidamento dei suoi figli, di protezione dal matrimonio forzato e contro le molestie.

Londra ha stretti legami con gli Emirati Arabi uniti

Un giudice britannico Andrew McFarlane, presidente del tribunale della famiglia dell'Alta corte di Inghilterra e Galles, ha pubblicato le conclusioni del caso ma la sentenza rischia di creare una faccenda non facile da gesire dal punto di vista diplomatico per Londra, che ha stretti legami con gli Emirati Arabi Uniti. Al Maktoum è colpevole di intimidito una delle sue mogli e di aver tenuto condotte contrarie "al diritto penale di Inghilterra e Galles, al diritto internazionale, al diritto marittimo internazionale e alle norme del diritto umano inetrnazionalmente accettato".

Molestie alla principessa di Giordania

Il caso risale a un anno fa ed è iniziato con la fuga della principessa della Giordania, che ha raggiunto Londra scappando dagli Emirati Arabi, portandosi via i figli, Zayed, 8 anni, e Al Jalila, 12. Haya si è rivolta al tribunale di Londra per opporsi alla richiesta di rimpatrio delle due bambine richiesta dal marito. Secondo la principessa lo sceicco avrebbe cercato di fare sposare una delle due bimbe con il principe ereditario dell'Arabia Saudita, Mohammed bin Salman. La sua richiesta verso la Corte è stata anche quella di esprimersi rispetto a questo punto, ma il giudice non ha confermato le accuse nei confronti del matrimonio combinato.