Lo stilista Emanuel Ungaro è morto ieri sera a Parigi all'età di 86 anni. A confermare la notizia è la famiglia dello stilista. Francese di nascita ma di origini pugliese, Ungaro lascia la moglie Laura Bernabei e la figlia Cosima. I funerali dello stilista sono previsti per domani mattina a Parigi. Ungaro veniva chiamato il “chirurgo dell’eleganza”, per il suo modo di creare, con tanto di camice bianco e musica classica di sottofondo. La morte è avvenuta ieri, 21 dicembre. Nato a Aix-en-Provence nel 1933, i suoi genitori erano però di Francavilla Fontana. Il padre era sarto e così Emanuel ha iniziato a cucire quando aveva solo sei anni. Poi, a 22 anni è arrivato a Parigi e successivamente si è trasferito a Barcellona. Poi tornò nuovamente a Parigi nel 1968 dove fondò il suo atelier in Avenue Montaigne.

Il brand Ungaro

La sua prima musa fu Ainouk Aimeè, ma i suoi abiti furono indossati da alcune delle donne più famose al mondo, tra cui anche Carolina di Monaca. Divenne uno dei nomi dell’alta moda parigina negli anni Ottanta. Dal 1996 la Maison Ungaro entrò a far parte del gruppo Ferragamo e lo stilista lasciò la gestione dell’azienda. Nel maggio del 2004 il couturier si è ritirato dal mondo della moda, con il marchio acquisito da Aimz Acquisition. Nel 2012 il brand passa sotto l’azienda italiana Aeffe.

La famiglia antifascista e la fuga dall’Italia

Il padre era un sarto pugliese, di Francavilla Fontana. Emigrò in Francia, non tanto per questioni economiche quanto per ragioni politiche: fu infatti un esule antifascista. Ungaro poi crebbe in Francia, ma sposò una donna italiana, Laura Bernabei, una delle figlie di Ettore Bernabei, nome storico della Rai. Con lei aveva anche progettato, poco meno di dieci anni fa, di ristrutturare un palazzo a Roma. Alla fine, però, decise di restare a Parigi. E del padre raccontava, ricordandolo: “Mio padre Cosimo faceva il sarto. Sono cresciuto in una famiglia numerosa. La domenica ci si ritrovava con gli amici per cantare: mio padre adorava l’Opera, io facevo Rodolfo e lui Mimì, le donne preparavano la pasta e le polpette”.

La vita privata di Ungaro

Lo stilista non parlava molto della sua vita privata e di sua moglie e sua figlia. Tanto da dire che “la vita privata non c’entra con il lavoro, è mia e basta”. La moglie lo ha sempre seguito sul lavoro, diventando poi anche la sua musa oltre che una sorta di ambasciatrice dello stilista, che tutte le volte, il giorno prima delle sfilate, organizzava il pranzo tra poche persone con gli scampoli della collezione pronta per la sfilata del giorno dopo.