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Covid 19
12 Gennaio 2021
18:24

Durante la seconda ondata contagi otto volte superiori e 4.500 morti in più rispetto alla prima

Gli italiani interessati dalla seconda ondata di contagi da Covid-19 sono stati otto volte più di quelli della prima, a parità di giorni presi in esame (109). I morti della prima ondata sono stati 34.167, mentre della seconda 38.549. È quanto emerso dal Focus dell’Instant Report Covid-19 – una iniziativa dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari dell’Università Cattolica.
A cura di Davide Falcioni
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Covid 19

Gli italiani interessati dalla seconda ondata di contagi da Covid-19 sono stati otto volte più di quelli della prima, a parità di giorni presi in esame (109). È quanto emerso dal Focus dell'Instant Report Covid-19 – una iniziativa dell'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari dell'Università Cattolica – che ha condotto uno studio confrontando le due "ondate" di infezioni: Mentre nella prima – dal 24 febbraio all'11 giugno – hanno contratto il virus 236.134 persone, nella seconda ondata (dal 14 settembre al 31 dicembre) il numero di contagiati è stato pari a 1.822.841.

Regioni impreparate durante la seconda ondata nonostante gli allarmi

A coordinare il gruppo di lavoro Americo Cicchetti, Professore Ordinario di Organizzazione Aziendale presso la Facoltà di Economia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore; insieme a lui l'advisorship scientifica del Professor Gianfranco Damiani e della Dottoressa Maria Lucia Specchia del Dipartimento di Scienze della Vita e Sanità Pubblica (Sezione di Igiene). "Come già osservato nel numero speciale del Report Altems di fine anno – afferma Cicchetti – la pandemia è una, ma sembrano quasi due eventi diversi. Se la prima ha visto raggiungere il suo picco (in molti indicatori) in poche settimane, la seconda è invece caratterizzata da un'onda lunga, che ha raggiunto più lentamente il plateau. I dati mostrano delle differenze nelle modalità di gestione dei pazienti anche se la percentuale di coloro che hanno dovuto sperimentare una terapia intensiva è simile tra prima e seconda ondata (il 10,6% e il 9,3% rispettivamente). I dati sulla disponibilità di posti letto in terapia intensiva e quelli sull'implementazione del personale mostrano, impietosamente, che – nonostante le chiare indicazioni del livello centrale – il sistema in molte Regioni si è trovato ugualmente spiazzato nell'affrontare sia la prima che la seconda ondata del Coronavirus".

Nella seconda ondata 4.500 morti in più della prima

In totale nel corso della prima ondata sono morte 34.167 persone, nella seconda invece 38.549. Più nel dettaglio: il picco massimo dei deceduti in un giorno nella prima ondata è stato raggiunto dopo 33 giorni (989 persone) e da quel momento in poi l'andamento è stato continuamente decrescente. Nella seconda ondata il picco massimo di 993 morti in un giorno è arrivato dopo 81 giorni e l'andamento si è mantenuto altalenante e stenta a declinare definitivamente. Il massimo numero di deceduti nella prima ondata si è raggiunto nella quinta settimana (5.303), nella seconda invece alla dodicesima (5.174). La letalità della prima ondata è stata superiore nella prima ondata(14,9%), mentre nella seconda si è attestata all'1,9%, ma questo dato risente fortemente del maggior numero di tamponi eseguiti tra settembre e dicembre 2020.

Più di 30mila operatori sanitari assunti durante la pandemia

Quanto al rapporto tra numero di positivi e ricoverati in terapia intensiva durante la prima ondata ha raggiunto il suo massimo, pari all'11,8%, al dodicesimo giorno per poi scendere raggiungendo il minimo al giorno 109 con un rapporto pari all'1%; nella seconda ondata l'andamento è stato più stabile costantemente intorno allo 0,5% dei positivi. I posti letto in terapia intensiva al momento dell'esplosione dell'epidemia erano 5.179, ovvero 12,5 ogni 100.000 abitanti con significative differenze tra regione e regione. Al momento del picco epidemico della prima ondata la dotazione era salita a 8.431 posti letto. Quanto alla seconda ondata i posti letto in TI sono stati implementati raggiungendo il numero di 8.651 al 15 dicembre. Il numero di persone assunte (con tutte le tipologie contrattuali) supera le 30.000 unità da marzo a dicembre 2020.

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