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in foto: immagine di repertorio.

Avrebbero voluto chiamarlo Alberto quel bambino che avevano aspettato per nove mesi ma che per cause che ora sono al vaglio della magistratura è nato morto in seguito ad un parto cesareo effettuato d'urgenza. È successo a Partinico, a pochi passi da Palermo, lo scorso sabato. Già qualche giorno prima della tragedia, come riporta il Giornale di Sicilia, i giovani genitori del piccolo si erano accorti che qualcosa non andava. Così hanno deciso di andare in ospedale. Dopo ore di attesa al pronto soccorso, con la mamma tenuta sotto osservazione in attesa di partorire, i medici hanno deciso di effettuare un cesareo d'urgenza ma improvvisamente il bambino ha smesso di respirare. La Procura del capoluogo siciliano ha aperto un'inchiesta e disposto l'autopsia, a cui il bimbo sarà sottoposto nel corso della giornata di oggi e i cui risultati potrebbero aiutare a fare luce sulle cause del decesso, legato comunque a quanto pare ad una bradicardia, una riduzione della frequenza cardiaca che avrebbe portato ad insufficienza respiratoria.

Secondo quanto ricostruito finora, la mamma di Alberto, 25 anni, al nono mese di gravidanza, era stata ricoverata all'ospedale di Partinico in attesa del parto. Nel pomeriggio però i parametri vitali del bimbo che portava in grembo si sarebbero aggravati e per questo motivo i medici avrebbero deciso di effettuare un parto cesareo d'urgenza. "Ci dicevano di stare tranquilli, possibile che siamo i soli ad essersi accorti che qualcosa non andava?", hanno dichiarato i genitori al Giornale di Sicilia dopo aver sporto denuncia alle forze dell'ordine. I due hanno anche raccontato che il ginecologo della donna aveva consigliato loro il ricovero pur rassicurandoli sulle condizioni del bambino. Alcuni membri dell'équipe medica che hanno assistito al parto sono stati iscritti nel registro degli indagati, ma si tratta di un atto dovuto per consentire lo svolgimento dell'esame autoptico sul piccolo. Nessuna ipotesi di reato viene al momento contestata ai sanitari. La cartella clinica della donna di Partinico è stata sequestrata dai carabinieri. "L’Asp ha attivato una commissione d’indagine rischio clinico – fa sapere in una nota l’azienda sanitaria provinciale di Palermo – che ha già effettuato un audit con gli operatori coinvolti per verificare percorsi e procedure adottate”.