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Tatiana Tramacere ritrovata a Nardò

Dragos Gheormescu: “Non ho nascosto Tatiana Tramacere nell’armadio, si è chiusa lei in casa. Volevo proteggerla”

Chiede scusa a tutti l’uomo rimasto con Tatiana Tramacere per giorni, mentre tutti la cercavano: “Il forte sentimento reciproco non mi ha fatto comprendere le conseguenze possibili derivanti da questa nostra avventura che era iniziata ed andata avanti di comune accordo”
A cura di Susanna Picone
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Chiede scusa Dragos Ioan Gheormescu, il trentenne che per undici giorni ha “nascosto” nel suo appartamento a Nardò Tatiana Tramacere, la ventisettenne che tutti davano per scomparsa. Giovedì sera la ragazza è stata trovata viva e in buona salute nella mansarda di una palazzina a pochi passi dal luogo dove era stata vista l'ultima volta. In quello stabile vive appunto l’amico Dragos, che continua a ripetere che tra di loro c’è affetto, che stavano bene insieme, e che si è spaventato e probabilmente ha capito solo quando ha visto arrivare i carabinieri.

Sostiene di non aver rinchiuso lui la giovane in un armadio (la ragazza sarebbe stata trovata dai militari tra gli indumenti riposti in un mobiletto), Tatiana Tramacere da parte sua ha confermato di non essere stata sequestrata dall’amico. “Vivevamo la quotidianità, io uscivo e lei rimaneva in casa, cercando comunque di trascorrere una vita per quanto possibile normale”, dice oggi l’uomo in una intervista al Corriere. Afferma che tutto gli sembrava naturale, che si stavano vivendo il momento e che ha spiegato tutto ciò che doveva ai carabinieri. Ammette anche di aver sofferto quando ha capito che lo credevano un assassino ma che “mai e poi mai avrei fatto del male a Tatiana”.

Tatiana Tramacere era stata vista l’ultima volta il 24 novembre scorso, poi lei “si è chiusa in casa” dice Dragos. È sempre rimasta lì, come confermano le immagini delle telecamere di videosorveglianza che l'hanno ripresa mentre entrava nella palazzina con l'amico il 24 novembre. “Io uscivo a fare la spesa, a sbrigare commissioni, a fare le mie solite cose. Tatiana rimaneva in casa”, continua a sostenere il trentenne.

Fino a quando non sono arrivati i carabinieri: “Sono rimasto impressionato quando mi hanno mostrato il mandato di perquisizione con l’ipotesi di omicidio e occultamento di cadavere. Non ero e non sono accusato di nulla”. “Il forte sentimento reciproco tra me e Tatiana, consolidatosi in questi giorni, non mi ha fatto comprendere le conseguenze possibili derivanti da questa nostra avventura che era iniziata ed andata avanti di comune accordo. Ho cercato di proteggerla. Ora è arrivato il tempo di ricominciare”, aggiunge ancora, chiedendo scusa a parenti, carabinieri, magistrati e “tutta la gente di Nardò”.

Il caso, dal punto di vista giudiziario, con la conferma che quello di Tatiana è stato un allontanamento volontario, sembra ormai chiuso.

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