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“Dissero a mia madre di abortire, oggi sono un poeta. Ma in sedia a rotelle non posso muovermi in città”

Giovanni Gulino, sogna di essere un poeta e denuncia le tante barriere, fisiche e non, che incontra una persona con disabilità nella provincia siciliana: “Dopo tutti questi anni sono stanco di lottare”
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Giovanni Gulino
Giovanni Gulino

"Scrivo poesie, ho pubblicato una raccolta, ma fino a due settimane fa non potevo neanche entrare nella libreria della mia città perché mancava lo scivolo per l'accesso delle persone con disabilità. Dopo anni di battaglie finalmente lo hanno installato, ma quasi nessun altro negozio del centro ne è dotato. Ormai mi sono stancato di lottare, lo faccio da tutta la vita". La denuncia a Fanpage.it arriva da Giovanni Gulino, 36 anni, affetto dalla nascita da tetraparesi spastica, una grave forma di paresi celebrale che lo costringe in sedia a rotelle. Una situazione non facile soprattutto a Marina di Ragusa, in Sicilia, dove le alternative per chi ha difficoltà di movimento sono limitate.

"Non voglio essere discriminato, ma sono un cittadino di serie B"

La disabilità di Giovanni è prettamente fisica, e negli anni ha trovato conforto nella lettura e nella scrittura, tanto da decidere di dedicarsi attivamente alla poesia. Un'inclinazione frustrata dall'inaccessibilità di un luogo importante per un lettore come la libreria della città, e anche dalle sfide davanti a cui si trova continuamente una persona che si sposta in sedia a rotelle.

"In alcuni negozi gli scivoli ci sono – spiega – ma in molti altri li dovrebbero fare ma tardando. C'era un progetto del Comune ma i tempi sono davvero lunghi e io mi sono stancato di chiedere ormai. Invece la passerella per andare al mare c'è, ma a me non piace, preferirei vivere di più la città".

A 36 anni Giovanni è totalmente sfiduciato e crede che la sua situazione non possa cambiare: "Ormai prendo atto che le cose della politica sono così. È brutto doverlo ammettere, ma sono un cittadino di serie B. La vita per un disabile deve essere come quella degli altri, io non voglio essere discriminato, ma nei fatti spesso è così". Parole che fanno eco a quelle del conterraneo Giovanni Alagna, anche lui affetto da una malattia che lo costringe in sedia a rotelle ad affrontare le strade piene di buche della provincia di Palermo.

Giovanni ha lottato fin dalla nascita: "Dovevo essere abortito, perché la mia patologia spesso comporta anche un handicap mentale, ma con la crescita nel mio caso si è rivelato solo fisico. Infatti mi sono diplomato come tutti, e per un periodo ho anche lavorato in un'azienda. Adesso vorrei solo scrivere".

La denuncia dell'attivisti: "Barriere architettoniche sono un problema sistemico"

Tra le persone che hanno reso possibile a Giovanni accedere alla libreria c'è Lorenzo Muscati, attivista siciliano: "Dopo anni di lotte siamo riusciti a fare mettere uno scivolo nella libreria che per anni aveva ignorato la richiesta, ma questa vicenda non riguarda solo una libreria o Marina di Ragusa, è sistemico".

"Esiste un Ministero dedicato alla disabilità e anche norme nazionali sull’abbattimento delle barriere architettoniche – spiega – come è possibile che attività aperte al pubblico possano essere autorizzate all’esercizio senza adeguati standard di accessibilità? Un turismo moderno e realmente inclusivo mette in conto l’accessibilità. Non è solo un tema sociale, ma un indicatore di civiltà e competitività internazionale".

La nostra redazione riceve lettere e testimonianze relative a storie che riguardano le difficoltà e le ingiustizie vissute quotidianamente dalle persone con disabilità. Invitiamo i nostri lettori a scriverci le loro storie cliccando qui.

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