Ogni attività produttiva produce un rifiuto. Qualsiasi essa sia inevitabilmente produrrà scorie, residui, scarti di lavorazione, vuoti a perdere, involucri, liquidi di scarto. Tra queste attività si annoverano anche quelle militari. Le attività dei nostri corpi militari, dal normale funzionamento delle caserme e degli aeroporti fino alle esercitazioni, producono rifiuti. Non solo la normale spazzatura dovuta alla presenza del personale nelle aree militari, ma anche rifiuti speciali come i rottami, le munizioni, gli involucri del materiale bellico ed ancora rifiuti tecnologici, gomme ed anche addirittura pezzi di armamenti. Ma dove finiscono tutti questi rifiuti speciali che dovrebbero essere smaltiti in maniera complessa? Dalle foto aeree sembrerebbe che questi rifiuti restino nelle aree militari, negli aeroporti, nelle caserme dove formano delle vere e proprie discariche abusive. Abbiamo scandagliato le aree militari attraverso le foto satellitari di Google Maps e di Bing ed ecco cosa abbiamo trovato nelle zone militari italiane.

In discarica ci finiscono gli aerei – La situazione degli aeroporti militari è senza dubbio il luogo di maggiore proliferazione delle "discariche militari". Cominciamo il nostro viaggio dall'Aeroporto Militare di Pratica di Mare a pochi chilometri da Roma, una delle principali sedi della nostra forza militare aerea. Ed ecco che troviamo a poche decine di metri da una delle piste di decollo degli aerei militari una vera e propria discarica abusiva. Dentro c'è finito di tutto, si vedono distintamente le gomme, i rottami, oltre ad un'infinità di rifiuti. Ma soprattutto ci sono proprio degli aerei che sono finiti in questa discarica abusiva! Ma non solo, infatti è possibile notare dalla foto (in questo caso di Bing.com) anche la presenza di diversi autobus militari.

Aeroporto Militare di Pratica di Mare (Roma)
in foto: Aeroporto Militare di Pratica di Mare (Roma)

Anche in uno dei principali aeroporti militari del Mezzogiorno, quello di Gioia del Colle in provincia di Bari la presenza di discariche militari è impressionante. Qui le aree sono almeno due. La prima è una discarica a cielo aperto con la presenza di rottami, ferro, gomme e materiali difficilmente distinguibili. La seconda invece è una discarica abusiva che si sviluppa all'interno di un capannone, forse un tempo usato come hangar, fino a straripare all'esterno invadendo l'area in prossimità delle piste.

Aeroporto Militare Gioia del Colle (Bari)
in foto: Aeroporto Militare Gioia del Colle (Bari)

Stessa musica anche nel Nord Italia. Siamo andati a mettere sotto la lente d'ingrandimento attraverso le foto satellitari, l'Aeroporto Militare "Rivolto" nel Comune di Codroipo in provincia di Udine. Non un aeroporto qualsiasi ma la sede della famosa pattuglia acrobatica delle "Frecce Tricolori". Qui abbiamo rilevato dapprima, tra gli hangar, una zona dove in maniera evidente sono stati sversati rifiuti. Dall'immagine dall'alto sempre proprio che si sia scavato in quella zona e dentro ci siano finiti rifiuti.

Aeroporto Militare Rivolto, Codroipo (Udine)
in foto: Aeroporto Militare Rivolto, Codroipo (Udine)

In un'altra zona sempre della "casa delle Frecce Tricolori" si evince una parte di terreno dove è evidente la presenza di numerosi "cumuli". Cosa nascondono quei cumuli?
Le tecniche di rilevamento fotografico aereo utilizzate per le indagini sugli interramenti dei rifiuti ci raccontano come spesso la presenza di cumuli sui terreni, che appaiono come dei puntini nelle foto aeree, spesso determina la presenza di un interramento di rifiuti.

Aeroporto Militare Rivolto, Codroipo (Udine)
in foto: Aeroporto Militare Rivolto, Codroipo (Udine)

Lo stesso fenomeno dei cumuli è quello che ci troviamo davanti quando andiamo a guardare dall'alto l'Aeroporto Militare Decimomannu di Cagliari. Qui oltre alla presenza dei cumuli che potrebbero nascondere degli interramenti di rifiuti riscontriamo un'altra indizio di pericolosità: il colore del suolo. Infatti nell'area accanto alla pista dell'aeroporto sardo, proprio accanto ai cumuli, notiamo un colore del terreno assolutamente anomalo. Dal verde al giallo fino al grigio il terreno assume contorni cromatici anomali che potrebbero rilevare la presenza di interramenti di rifiuti. Il fenomeno dei cumuli lo ritroviamo anche in altre siti dell'Aereonautica Militare che abbiamo analizzato come la base di Sigonella vicino Catania in Sicilia, quella dove nell'ottobre del 1985 l'allora governo Craxi schierò i Carabinieri intorno all'aereo ai militari americani per impedirne di prendere in consegna i sequestratori palestinesi della nave italiana Achille Lauro. Stessa storia anche all'Aeroporto Militare Oscar Salvini di Menziana nel Lazio dove ha sede il Reggimento Idra. Ma è all'Aeroporto di Trapani – Birgi che troviamo una immagine inquietante. Intorno alle piste del sito militare siciliano oltre ai cumuli, al colore del terreno anomalo, ad evidenti tracce di escavazione con tanto di scie lasciate dalle pale meccaniche, troviamo una fiumana di colore nero che dalle piste arriva direttamente a mare. Non è facile capire cosa rappresentino quelle acque nere ma di certo c'è che finisce direttamente a mare.

Nella caserme – I grandi spazi forniti dalle aree aeroportuali militari danno la possibilità, attraverso le foto satellitari, di vedere meglio la presenza di discariche abusive all'interno dei siti. Più difficile è scandagliare le caserme, ma anche qui abbiamo trovato diverse anomalia che riguardano le aree dell'Esercito Italiano.
Cominciamo proprio da una sede prestigiosa come quella di Civitavecchia, città interessata dalla presenza di numerose caserme. La sede "Comandi ed Enti Militari" ci offre dall'alto lo spettacolo poco decoroso di una zona palesemente adibita allo stoccaggio di materiali. Tra container e mezzi militari è possibile notare una discarica abusiva di materiali edili. Ovviamente non è possibile definire se in mezzo a quei materiali di risulta ci siano altri tipi di rifiuto ma senza dubbio quella roba non dovrebbe essere lì.

Sede Comandi ed Enti Militari, Civitavecchia
in foto: Sede Comandi ed Enti Militari, Civitavecchia

A Bracciano invece c'è uno dei più importanti centri di addestramento per le reclute dell'Esercito. Qui, a pochi passi dal lago, si addestrano i militari all'uso dei carri armati. Le caserme di Bracciano coprono una superficie importante, tra queste la parte più significativa è coperta dalla Scuola di Artiglieria. Ed anche qui troviamo ormai la consueta "area discarica" con i suoi cumuli e le tracce evidenti di lavori di escavazione. E' facile intuire che la Scuola di Artiglieria, per le attività in essa svolte,  produce rifiuti speciali come le munizioni esaurite, gli involucri dei colpi di cannone e tutto il corollario di rifiuti che una attività militare terrestre può comportare.

Non poteva mancare il Poligono Militare Interforze di Salto di Quirra in Sardegna. L'area militare, al centro di una inchiesta giudiziaria per i livelli di inquinamento prodotti dalle esercitazioni militari con l'uso di armi sperimentali e l'impatto sulla salute dei cittadini dei comuni circostanti, presenta la stessa sistematica immagine delle altre aree. Cumuli, colore del terreno anomalo e segni evidenti di scavo.

Poligono Militare Interforze, Salto di Quirra, Sardegna
in foto: Poligono Militare Interforze, Salto di Quirra, Sardegna

Ma in tutte le aree militari c'è la presenza di discariche abusive?
Non è così. Il nostro campione di analisi è senza dubbio parziale, ma nonostante la maggior parte dei siti osservati dall'alto presenti piccole, grandi o grandissime discariche, ci sono anche delle eccezioni. E' il caso dell'area militare di Persano nel comune di Serre in provincia di Salerno, oppure della base americana di Aviano in Friuli Venezia Giulia.
Ma torniamo al fenomeno dello smaltimento dei rifiuti nelle aree militari.
Appare evidente che tutte le aree militari, siano esse aeroportuali o caserme, siano dotate di aree per lo stoccaggio provvisorio dei rifiuti. Aree che dovrebbero prevedere la presenza di rifiuti per poche ore prima dello smaltimento definitivo. Visto che ci pare improbabile che le nostre foto aeree riprendano simultaneamente aree in cui momentaneamente sono depositati rifiuti, è possibile che queste aree provvisorie diventino di fatto aree definitive e quindi a tutti gli effetti delle discariche militari. Inoltre molti dei rifiuti prodotti nelle zone militari, come appunto quelli derivanti dall'esplosione di munizioni o altri tipi di artiglieria come i cannoni, sono rifiuti speciali e pertanto non sono soggetti alle stesse procedure dei rifiuti inerti.
Per ora ci sono volute le fotografie satellitari per far emergere il problema delle "discariche militari" di certo c'è da fare ancora tanta luce sullo smaltimento dei rifiuti nelle caserme italiane.