Delitto Garlasco, la difesa di Sempio: “L’impronta sulla scena del crimine né di Sempio né di Stasi”
"Con la consulenza sulle impronte, portiamo elementi giovevoli rispetto alla tesi difensiva di Alberto Stasi". A dirlo è uno dei legai di Andrea Sempio, Liborio Cataliotti, che al Tg1 ha dichiarato che la consulenza di parte sull'impronta della scarpa Frau trovata sulla scena del crimine ha elementi "valorizzabili dalla difesa Stasi" e che dunque l'impronta della scarpa del killer non appartiene né all'ex fidanzato di Chiara Poggi, né ad Andrea Sempio, attualmente indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco.
"Sconfessiamo tutto – ha sottolineato il legale al Tg1 -. Sconfessiamo le ricostruzioni medico legali e con la consulenza sulle impronte evidenziamo elementi che sono anche a favore di Stasi con i nostri 8 argomenti e le nostre 8 prove sulle impronte delle scarpe. Teniamo conto del fatto che sulla scena del crimine c'è solo un elemento riconducibile all'assassino. Le impronte a terra sono 25 ascrivibili a una calzatura ed è impossibile che le abbia lasciate Andrea Sempio, abbiamo fornito molte prove a riscontro".
Cataliotti ha spiegato che con il team difensivo di Sempio, hanno deciso di partire dai rilievi che i Ris di Parma fecero dopo il delitto di Garlasco. "Abbiamo ammesso un margine di errore simile al loro – ha sottolineato il legale -. Abbiamo consultato un progettista di scarpe e siamo riusciti a definire i contorni esatti della scarpa che era all'ingresso del bagno di casa Poggi. Abbiamo recuperato 4 scarpe Frau esattamente dello stesso modello e con la suola come quella dell'assassino e con i numeri da 40 a 43. Non anticipo il risultato perché lo leggerete nella consulenza. Ci è stato contestato il numero del piede di Sempio perché la professoressa Cattaneo ha affermato che è possibile che il piede sia cresciuto nel tempo, ma non formula delle ipotesi e non dà dei numeri. Abbiamo chiesto il parere anche di un docente universitario che insegna in Inghilterra e che è un antropologo per verificare quale possa essere la crescita di un piede nei 20 anni che vanno dalla maggiore età ai 38 anni. Abbiamo chiesto a un ortopedico di fama internazionale di stilare una relazione. Al momento le nostre consulenze non le ha nessuno, non so come possano essere criticate prioristicamente prendendo per buone le risultanze della Procura".