Garlasco, pronte 5 consulenze della difesa Sempio. La dattiloscopista sull’impronta 33: “Abbiamo fatto test, non c’è sangue”
La difesa di Andrea Sempio è pronta a depositare altre cinque consulenze in risposta agli ultimi accertamenti fatti dai pm pavesi. Dal giorno della chiusura delle indagini (bis) dello scorso 28 settembre, avvocati e consulenti hanno 20 giorni di tempo – come prevede il Codice – per studiare il lavoro dei magistrati e fare contro-deduzioni. Oggi si sono trovati a Roma per un loro ultimo incontro in vista del 18 ottobre, ovvero ultimo giorno per poter consegnare i lavori. Ma su cosa si concentreranno le loro consulenze? L'avvocato Liborio Cataliotti al programma tv "Dentro la notizia" ha spiegato: "Stiamo ultimando cinque consulenze che affrontano, e confutano, tutti i temi sviscerati dalla Procura".
Tra questa ce ne è ancora una sull'impronta 33, ovvero quella traccia parziale di mano destra trovata sulla parete destra delle scale in cui è stato trovato il cadavere di Chiara Poggi. Impronta che solo in questi ultimi mesi la Procura l'ha dichiarata compatibile con la mano di Andrea Sempio. Tra i consulenti incaricati dalla difesa per occuparsi della traccia 33 c'è anche la criminalista e dattiloscopista Katia Sartori.
Su cosa si è concentrata la sua consulenza, eseguita con i colleghi Armando Palmegiani e Marina Baldi?
L'impronta 33 è da dividere in due macro aree. La prima: il lavoro sulle minuzie riscontrate sulla traccia 33, che per Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli – ovvero i consulenti dattiloscopici incaricati dalla Procura di Pavia – sono riconducibili alla mano di Sempio. Per noi non lo sono. La seconda: ci siamo concentrati a capire l'interazione della ninidrina e della calce. Ovvero, eseguendo una sperimentazione scientifica, ci siamo chiesti se la ninidrina e la calce insieme possano davvero inibire l'OBTI test, quell'esame fatto dal Ris nel 2007 nella ricerca del sangue sull'impronta 33 e che aveva dato esito negativo. Noi abbiamo fatto una serie di sperimentazioni a nostro avviso i risultati sono molto più che soddisfatti a tal proposito.
Perché è stato necessario fare questa sperimentazione ora?
Perché la Procura (come precisano anche i consulenti di Alberto Stasi) sostiene che la calce potesse in un certo qual modo inibire, insieme alla ninidrina, il risultato del test. Nonostante il pochissimo tempo a disposizione, non ci siamo fermati e abbiamo lavorato duramente in queste settimane. Abbiamo ottenuto ottimi risultati che sono in netta contraddizione con quelli espressi dai consulenti di Stasi. Loro sostengono, a tutti i costi, che su quella impronta poteva esserci sangue. Noi invece sosteniamo che se ci fosse stato sangue, l'OBTI test sarebbe stato positivo.
L'ex Ris Mattei ai pm di Pavia ha detto che nel 2007 era stato impressionato ("Faceva senso") dalla traccia 33 perché era "bagnata". Perché secondo voi era bagnata?
Poteva essere una mano anche molto sudata, oppure, possono esistere anche altre ipotesi che invece, sono state scartate a priori dagli investigatori. Inoltre, quel vano scala sostanzialmente non era sottoposto ad una pulizia ordinaria. Lo si capisce dalla presenza di tantissime altre tracce sullo stesso muro e dal segno della ruota di una bicicletta proprio vicino all’impronta 33. Quindi, se un'impronta non è sottoposta a un'azione meccanica o da un agente chimico aggressivo per ripulirla, l'impronta può rimanere anche per anni e questo dato non solo è condiviso da tutta la comunità scientifica ma supportato da ampia letteratura a riguardo.