Ultime mosse della difesa Sempio in vista del quasi certo processo: sentite persone mai ascoltate prima

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Foto di repertorio
La difesa di Andrea Sempio si è riunita al centro Genomica di Roma per l’ultimo incontro in vista del 18 ottobre: entro questa data avvocati e consulenti potranno consegnare contro-deduzioni dopo aver letto tutto il fascicolo della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco.

Oggi 12 ottobre la difesa di Andrea Sempio, l'attuale indagato per il delitto di Chiara Poggi, si è riunita al centro Genomica di Roma per l'ultimo incontro in vista del 18 ottobre, ovvero il tempo massimo che hanno a disposizione avvocati e consulenti per presentare contro analisi o altri documenti dopo la chiusura delle indagini (bis) dello scorso 28 settembre. Come prevede il Codice, la difesa ha a disposizione 20 giorni per analizzare il fascicolo e quindi anche gli ultimissimi accertamenti depositati dalla Procura.

Al centro Genomica di Roma, ovvero sede della consulente genetista Marina Baldi, oggi è arrivato anche Andrea Sempio che ai giornalisti ha commentato: "Riusciremo a chiarire tutto appena potremo". Ma su cosa si concentrerà la riunione? Come ha anticipato sabato 10 ottobre al Festival di Fanpage.it l'avvocata Angela Taccia, la difesa in questo incontro punterà a chiarire su cosa rispondere e su cosa lasciare invece per i prossimi passaggi del procedimento. Perché per la Procura di Pavia Andrea Sempio è l'omicida di Chiara Poggi e non ha fatto mistero quindi di chiedere per lui un processo. L'ultima parola spetterà al giudice per l'udienza preliminare, ma la difesa si sta organizzando e si sta chiedendo se non sia meglio a questo punto non svelare tutte le carte ora. Quello che è stato appreso da Fanpage.it, è che la difesa in questi giorni si è concentrata anche a sentire alcuni testimoni. O meglio, persone che potrebbero scagionare Sempio e che non sono mai state sentite prima.

Liborio Cataliotti, avvocato di Andrea Sempio a LaPresse, prima di entrare in riunione ha precisato: "Pensiamo a difendere Andrea Sempio minuto per minuto e a farlo uscire da questa vicenda processuale il prima possibile". Sottolineando che "il prima possibile significa non dare per scontato che il rinvio a giudizio venga accolto. Il rischio evidentemente c'è e i processi possono anche sfociare in assoluzioni, ma noi vorremmo vincerlo prima". Il giudice per le indagini preliminari potrebbe infatti bloccare la richiesta della Procura, ma se verrà confermato il processo non si potrà non tenere conto del fatto che la giustizia ha già dato un nome e cognome con una sentenza di condanna in via definitiva per lo stesso delitto. Se c'è già un condannato – in questo caso Alberto Stasi – non si può mandare a processo un altro uomo con la stessa accusa. Cosa succederà quindi?

Ecco allora che l'attenzione dei magistrati deve passare anche sul binario parallelo: quello della difesa di Alberto Stasi che è al lavoro per richiedere un processo di revisione. Sia chiaro, non basterà dire che c'è un indagato per lo stesso delitto. Dovranno presentare elementi nuovi che permetteranno di smontare le prove che hanno portato alla condanna.

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