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2 Febbraio 2022
20:02

Cugine uccise sull’A28, lo strazio della madre di Sara: “Non mi do pace. Il responsabile deve pagare”

“Questa persona deve pagare, ha distrutto la vita di mia figlia”, così Stefania Di Grazia, la madre di Sara Rizzotto, morta con la cugina in un incidente lungo l’autostrada A28.
A cura di Chiara Ammendola
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“Mi auguro che a questa persona venga dato l’ergastolo, ho già parlato con il mio avvocato e mi costituirò parte civile perché deve pagareQuesta persona ha distrutto la vita di mia figlia”, sono parole piene di rabbia e dolore quelle di Stefania Di Grazia, la madre di Sara Rizzotto, la donna di 27 anni morta nell’incidente avvenuto lo scorso 30 gennaio lungo l’autostrada A28, tra Villotta e Azzano Decimo. Nello schianto è morta anche la cugina, Jessica Fragrasso, 20 anni: entrambe stavano rientrando a casa dopo aver trascorso una domenica insieme quando una Land Rover ha travolto la loro Fiat Panda trascinandola per metri. L'uomo alla guida, poi fuggito dopo lo schianto, è risultato positivo all'alcoltest.

Ed è nei suoi confronti che la madre di Sara Rizzotto, sposata e mamma di due bambine, che erano nell'auto al momento dell'incidente, usa parole dure in uno sfogo raccolto dal Quotidiano del Piave. Le bambine, una di due anni e mezzo e l'altra di pochi mesi, sono rimaste ferite nell'incidente e sono state trasportate in condizioni critiche all'ospedale di Udine: “La bambina più grande è in sala operatoria – ha spiegato nonna Stefania – per una operazione all’altro femore, mentre la più piccola sembra stabile ma sta facendo accertamenti”. E poi il pensiero a quella figlia avuta molto giovane e che tutti le ammiravano: “Sara era laureata con il massimo dei voti, era bravissima nel lavoro, solare e determinata in quello che faceva – continua la donna che vive nel Padovano – ci sentivamo spesso via telefono, anche quando è nata la figlia più piccola mi mandava sempre un sacco di foto. Mi mancherà, ma io non mi do pace, non riesco a concepire che mia figlia è morta, il mio cuore è straziato dal dolore”.

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