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Strage di Crans-Montana in Svizzera

Crans-Montana, il fratellino di Emanuele Galeppini ai funerali: “Continuerò a giocare a golf anche per te”

A Genova i funerali di Emanuele Galeppini, 16 anni, giovane promessa del golf, una delle giovani vittime italiane dell’incendio a Crans-Montana. Il fratellino: “Eri mio esempio e migliore amico. Io continuerò a giocare anche per te”.
A cura di Eleonora Panseri
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"Ciao Ema, per me eri tutto, eri il mio esempio e il mio migliore amico. Mi manchi tantissimo, mi mancano le risate, il golf insieme e anche quando mi prendevi in giro. So che adesso sei lassù e sono sicuro che stai giocando a golf tutti i giorni. Io continuerò a giocare anche per te. Ti voglio bene per sempre".

Con queste parole il fratellino di Emanuele Galeppini ha salutato il 16enne genovese, giovane promessa del golf, una delle vittime italiane della strage di Capodanno a Crans-Montana. Il bambino è intervenuto durante il funerale in forma privata che si è svolto nella parrocchia Sant'Antonio di Boccadasse, a Genova.

Il feretro di Emanuele è stato accolto in silenzio. Presenti la famiglia di Emanuele e gli amici. Tra le autorità sono arrivati il presidente della Regione Marco Bucci e la sindaca di Genova Silvia Salis.

All'interno della chiesa centinaia di fiori bianchi a ricoprire l'altare, un cuore bianco di rose da parte degli amici di sempre, un cuscino degli amici del Golf Tennis Rapallo che Emanuele, residente a Dubai, aveva frequentato quando viveva a Genova. Le mani della mamma e del papà hanno stretto la maglia da golf del figlio con le firme dei suoi compagni.

Il ricordo della zia di Emanuele: "Eri educato, dolce e rispettoso"

Durante la cerimonia sono intervenute anche la zia e la nonna. "Sei sempre stato attento, educato, dolce e rispettoso – ha detto la zia -. Non ti sei mai dimenticato un compleanno. E poi, sarai sempre nelle nostre cene familiari, tra risate, battute e discussioni. La tua presenza, la tua ironia, il sorriso sarà sempre con noi".

"Proverò a non chiedermi il perché tu sia stato portato via, ma mi limiterò a ringraziare per averti conosciuto e amato. Cercherò il tuo nuovo indirizzo tra le stelle nella speranza un giorno di incontrarci lassù", ha detto ancora.

"Ora il cuore è diviso tra cielo e terra", ha aggiunto la nonna, ricordando il rapporto tra Emanuele e il nonno. "Avevi un rapporto protettivo, lo sgridavi se lo vedevi fumare, anche se era una sigaretta elettronica. Spesso lo volevi con te alle gare di golf e lui, anche se si doveva svegliare all'alba, era felice di essere al tuo fianco".

"Come molti di noi in famiglia condividevi la passione per il golf, una disciplina che insegna rispetto, educazione, regole, cura per gli altri e per l'ambiente. E tu ritroverai altri ragazzi, entrerai in un campo bellissimo lassù, dove la palla verrà sempre dritta", ha aggiunto lo zio di Emanuele.

L'arcivescovo di Genova: "Chiediamo che giustizia faccia suo corso"

"Con fiducia chiediamo che la giustizia faccia il suo corso, che la verità emerga e venga fatta luce su eventi così tanto, tanto dolorosi", ha detto invece il monsignor Marco Tasca, arcivescovo di Genova, nella sua omelia.

"La morte di Emanuele, di questi ragazzi, ci lascia storditi e increduli. Il primo pensiero è per Emanuele, per l'interruzione dei sogni e della sua vita. Penso ai suoi genitori, i parenti, gli amici e a tutti noi, partecipi di questo stordimento: questa morte colpisce tutti, ci spinge a riflettere e ricercare un senso a questa perdita", ha proseguito.

"La certezza è che il Signore ci accompagna in questa nostra vita; ci accompagna certo a modo suo, certe volte in maniera incomprensibile o faticosa da comprendere. E davvero chiediamo al Signore la grande grazia oggi per avere questi occhi, perché tutti noi vediamo come il Signore ci stia accompagnando anche in questo momento".

Al termine delle esequie c'è stata grande commozione. In lacrime la mamma di Emanuele, che ha abbracciato al figlio più piccolo e si è stretta al marito, e i ragazzi che hanno partecipato alle esequie.

Un lungo applauso ha accompagnato il trasferimento del feretro dalla navata della chiesa di Sant'Antonio al carro funebre. Dopo la funzione la salma è stata portata al cimitero di Staglieno, dove rimarrà a disposizione dell'autorità giudiziaria.

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