"Da qualche giorno gli ospedali vivono una fase nuova. Arriva meno gente e i pronto soccorso lavorano meglio, riuscendo a drenare i pazienti tra dimissioni e quelli che devono entrare nei reparti. Nello stesso tempo aumenta però il numero dei guariti, perché questa è una malattia che si cura". A dirlo il professor Alberto Zangrillo, prorettore dell'università Vita Salute San Raffaele, intervistato dal Corriere della Sera sull'andamento del contagio di Covid-19. Lo specialista ammette comunque che nelle ultime settimane c'è stato un grande afflusso di pazienti con sintomi riconducibili al coronavirus negli ospedali, circostanza che ha costretto molte strutture a riorganizzare la logistica per trovare un equilibrio tra reparti Covid e quelli per altre patologie. "Ci sono stati giorni complicati, con una sorta di imbuto. Ora però assistiamo ad un'evoluzione importante anche per quanto riguarda i malati più gravi. Molti quadri clinici evolvono meglio e prima rispetto alla scorsa primavera", ha aggiunto Zangrillo.

Iss: "Le misure funzionano, ma n al liberi tutti"

Anche l'Istituto Superiore di Sanità ieri ha confermato che nell'ultima settimana vi è stata una lenta frenata del numero dei nuovi contagi da Covid-19, segno che le misure di contenimento imposte dal governo stanno cominciando a dare i loro frutti: nonostante ciò, ha spiegato Silvio Brusaferri, è necessario mantenere alta la guardia e consolidare i risultati degli ultimi giorni abbassando ulteriormente l'indice Rt: "Alcuni momenti di relax di questa estate hanno fatto ripartire l'epidemia. Guardando cosa è successo negli altri paesi – ha aggiunto Brusaferro -, la nostra reazione nazionale e regionale sta mostrando capacità di modellare la curva. Ci auspichiamo che continuando con queste misure possiamo portarla ad un livello di tranquillità, senza però illuderci del liberi tutti. Dobbiamo convivere col Covid concedendoci alcune libertà ma senza violare le regole di fondo, che sono quelle che tutti conosciamo".