"Almeno 110 strutture, minimo una per provincia" è la sfida che – seppur con un po' di ritardo – il governo lancia e gli enti locali raccolgono in merito all’obiettivo di creare un Covid hotel per ogni provincia italiana. Con l’adesione tecnica e morale di Federalberghi: "In caso di accordo nazionale, siamo prontissimi a fare la nostra parte", assicura il presidente Bernabò Bocca. Il piano, che sarà affidato al commissario per l'emergenza Domenico Arcuri, prevede che gli indennizzi ai proprietari delle strutture alberghiere siano a carico dello Stato, mentre il personale dovrebbe essere ‘arruolato' dalle Regioni. Alla riunione con gli enti locali hanno partecipato, tra gli altri, il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, lo stesso Arcuri e il capo della protezione civile Angelo Borrelli.

A cosa servono i Covid hotel

“Arcuri metta a disposizione il più alto numero possibile di Covid hotel che serviranno a ridurre la pressione sui reparti ospedalieri e a curare i contagiati senza sintomi gravi che hanno difficoltà a restare in isolamento domiciliare”, sono state le parole di Boccia. Le strutture dovranno assistere coloro che sono in isolamento domiciliare fuori dalla propria abitazione oppure clinicamente guariti dal coronavirus ma ancora positivi e necessitano di cure di media e bassa intensità. In tale ottica, chiaramente gli alberghi sono i posti più idonei, considerata anche la crisi del settore turistico e ricettivo.

Dove si trovano e dove sorgeranno

Nei territori la situazione è a macchia di leopardo.Diversi Covid Hotel sono già attivi, come evidenzia la mappa compilata da agi.it. Nel Lazio sono circa 15, compreso lo Sheraton Parco de’ Medici di Roma: 169 stanze, per iniziativa della sindaca Virginia Raggi. Una sola struttura in Campana, creata presso l’Ospedale del Mare di Napoli: 84 stanze, singole e doppie, 16 gli ospiti. Può ospitare fino a 176 positivi. A Milano c’è l’hotel Astoria, ma nella prima ondata c’era stato l’hotel Michelangelo. Poi altre strutture, in Lombardia, a Lodi Vecchio e a Bergamo. Altri Residence si trovano in Abruzzo, in Piemonte, in Toscana. In Sicilia, scrive Il Giornale di Sicilia, si vanno riempiendo le stanze delle tre strutture già attive. Sono 120 i pazienti attualmente ospitati al San Paolo Palace di Palermo, l’ospedale confiscato alla mafia e già aperto ai malati di Coronavirus a marzo. Due gli alberghi individuati intanto dall’Asp di Catania, il villaggio Madonna degli Ulivi di Viagrade e il King’s House di Mascali. A Erice l’unica struttura nel trapanese, l’hotel Villa San Giovanni. A breve dovrebbero aprire ai pazienti Covid altri a Genova, in Puglia, in Friuli Venezia Giulia, nelle Marche e in Umbria. Non si hanno notizie delle altre Regioni. Arcuri non ha dato indicazioni su come si viene valutato l’accesso a tali strutture.