Il Covid-19 è stata la seconda causa di morte durante la prima ondata pandemica da coronavirus in Italia, con un numero di decessi di poco inferiore a quello dei tumori e più del doppio di quello delle cardiopatie ischemiche. Lo evidenzia l’Istat nel nuovo rapporto sulle cause di morte e i decessi registrati in Italia tra il primo marzo e il 30 aprile dello scorso anno. Nel nostro Pese in questo arco di tempo i deceduti residenti hanno subìto un incremento del 45%. I decessi in eccesso rispetto alla media degli stessi mesi nei cinque anni precedenti sono stati 49mila di cui il 60% è attribuibile al Covid-19 e il 10% a polmoniti. Secondo l’Istat solo una piccola parte dell’incremento è imputabile all’invecchiamento demografico. Non a caso l’incremento di mortalità maggiore c’è stato soprattutto nelle regioni del Nord-ovest, dove sono esplosi i primi focolai epidemici.

Tra i certificati con menzione di Covid-19, nel 92% dei casi il Covid-19 è stata la causa direttamente responsabile del decesso, nel restante 8% il Covid-19 è presente, ma il decesso si è verificato per un’altra malattia. Nei due mesi considerati l’età media dei deceduti per Covid-19 è di 80,2 anni, un anno e mezzo più bassa dell’età media del totale dei decessi. Sul totale dei decessi per Covid-19 circa l’85% è di individui di oltre 70 anni. Tra i 50-59enni un decesso su cinque è dovuto al Covid-19. Osservato invece un decremento dei decessi per incidenti di trasporto visto che il lockdown ha portato a una drastica riduzione della circolazione stradale. Aumentati  invece i decessi per cadute accidentali negli ultrasessantacinquenni.

Nel Nord-ovest, il Covid-19 è responsabile di un terzo della mortalità totale, il 64% dei decessi per Covid-19 di tutta Italia. Circa il 20% dei decessi riguarda invece residenti del Nord-est mentre nel resto del Paese si distribuisce il restante 16%. Nel Nord del Paese gli incrementi maggiori di decessi anche per altre cause. Un incremento delle polmoniti si è registrato anche al Sud, nelle Isole e al Centro ma i valori risultano più contenuti rispetto al Nord. Durante la prima ondata i decessi sono aumentati anche per altre malattie ma l’incremento più importante nella frequenza dei decessi si osserva per polmoniti e influenza che è tre volte superiore a quella osservata in media nel periodo 2015-2019