Attualmente i vaccini contro il Covid-19 non possono essere somministrati sotto una certa età, come spiega l’Organizzazione mondiale della sanità. Anche se alcuni Paesi si stanno organizzando per nuovi studi clinici coinvolgendo bambini e adolescenti – ovviamente con caratteristiche differenti (dosaggio, durata). In Israele sono già centinaia i pazienti di età compresa tra i 12 e i 16 anni che hanno ricevuto le prime dosi di Pfizer/BioNtech e, cosa più importante, non hanno riscontrato effetti collaterali gravi. Lo ha dichiarato un alto funzionario israeliano al Guardian, per evidenziare come, dai primi risultati emersi, il vaccino si stia dimostrando sicuro anche per i minori, ancor prima della sperimentazione clinica. La stessa azienda USA ha dichiarato di condurre in questo momento uno studio rivolto alla somministrazione del siero anti coronavirus su individui tra 12 e 15 anni e tra 5 e 11 anni. Anche Astrazeneca vorrebbe estendere la sperimentazione ai bambini di età inferiore a 6 anni, il mese scorso l'azienda anglosvedere ha comunicato di aver avviato uno studio su trecento volontari di età compresa tra 6 e 17 anni.

Le sperimentazioni sui più piccoli

Moderna, che sta già realizzando il trial sugli adolescenti (12-17 anni), ha reclutato 6.750 bambini in età compresa tra 6 mesi e 11 anni negli Usa e in Canada, per il trial clinico KidCove di fase 2-3 sul vaccino, in collaborazione con Niaid (National Institutes of Allergy and Infectious Diseases) e Biomedical Advanced Research and Development Authority. I partecipanti saranno divisi in due gruppi non uguali fra loro: ai due terzi dei giovani verrà somministrato il vaccino in due dosi (a distanza di 28 giorni) mentre un terzo dei ragazzi riceverà un placebo. Questo significa, spiega Moderna, che la probabilità di rientrare nel gruppo trattato col vaccino è del 67%. I test sono cominciati lo scorso dicembre, mentre la conclusione della fase 3, l’ultimo stadio della sperimentazione, è prevista per la fine di giugno 2022. Anche Johnson & Johnson ha cominciato a testare il suo vaccino monodose sui bambini più grandi con l’obiettivo di sperimentarlo più avanti anche sui più piccoli e i neonati (tra i centri selezionati anche il Buzzi di Milano).

Vaccinare i bimbi per arrivare all'immunità di gregge

“Vaccinare i bambini può portarci a un’immunità di gregge“, ha affermato Oliver Geffen, un epidemiologo israeliano che ha lavorato per l’Imperial College di Londra e per la Public Health England. Il ritorno alla normalità è auspicabile se e solo quando la maggior parte della popolazione (locale e mondiale) sarà vaccinata. "Possiamo vedere la vaccinazione dei più piccoli sotto due punti di vista: per limitare la circolazione del virus all’interno della comunità e per proteggere i bambini stessi, che seppur molto raramente possono sviluppare una malattia severa" dice al Corriere della Sera l’immunologa Antonella Viola, docente di Patologia all’Università di Padova. "Sarà comunque impossibile arrivare almeno in futuro a una immunità di comunità senza vaccinare i minorenni, tenuto conto che anche una quota di adulti non vorrà o non potrà vaccinarsi".

Il rischio zero non esiste, anche per i bimbi

A chi dice che i bambini sono meno predisposti a contrarre l'infezione da Sars-CoV-2 e che possono sviluppare senza il supporto del farmaco una sufficiente immunità naturale, risponde Enrico Bucci, professore associato alla Temple University di Philadelphia: "A parte il fatto che l'infezione per i bambini non costituisce un rischio zero, poiché abbiamo testimonianza dell'insorgenza di una rara patologia a carattere infiammatorio post-Covid nell'infanzia (MIS-C Multisystem Inflammatory Syndrome in Children, con febbre persistente, dolori articolari e addominali, talvolta coinvolgimento polmonare, spesso miocardite ovvero infiammazione del cuore ) – sottolinea a Panorama – senza la vaccinazione di questa fascia anagrafica stabiliremmo un azzardatissimo reservoir vitale e perpetuo del virus che ci impedirà di eliminarlo per sempre dalla specie umana".

In Italia

L’immunologa Viola fa una previsione su quando i minori in Italia potranno essere vaccinati: "Se tutto procede bene per la fine dell’anno potranno cominciare le vaccinazioni tra i ragazzini tra i 12 e i 18 anni, ma per i più piccoli bisognerà attendere ancora di capire come andranno gli studi di sicurezza, verosimilmente entro il 2022".