Omicidio Saman Abbas

Cosa possiamo aspettarci dal processo di Appello sul caso Saman che parte oggi

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Danish Hasnain (a sinistra), Saman Abbas (al centro) e Shabbar Abbas (a destra)
La Procura ha continuato a indagare sul caso di Saman e oggi 27 febbraio, giorno della prima udienza di secondo grado, potrebbe già presentare nuove prove. L’accusa punta sulla premeditazione.

Riparte in secondo grado il processo sulla morte di Saman Abbas, uscita di casa a Novellara alla mezzanotte del 30 aprile 2021 e poi uccisa poco lontano dalla sua abitazione perché voleva andare via con il fidanzato che aveva scelto. In primo grado sono stati condannati all'ergastolo la madre di Saman, Nazia Shaheen, e il padre Shabbar Abbas: entrambi lo scorso agosto sono stati estradati in Italia. Lo zio Danish Hasnain è stato condannato a 14 anni, mentre i due cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq sono stati assolti. Nei confronti di questi due la Procura ha presentato il ricorso e anche loro saranno imputati nel processo in Appello. Ma cosa succederà da oggi?

La Procura intanto è andata avanti a indagare e oggi 27 febbraio, giorno della prima udienza di secondo grado, potrebbe già presentare nuove prove: in giornata potrebbe depositare anche le sue risposte alle memorie della difesa. Ma chi ci sarà in aula oggi? I due condannati all'ergastolo potrebbero presentarsi, resta un incognita per lo zio e i due cugini. Durante il processo di secondo grado potrebbero essere risentiti il fratello di Saman, il datore di lavoro del padre, il perito archeologo forense Dominic Salsarola e il maggiore dei carabinieri Antonio Pallante.

La Procura punterà sulle premeditazione e si vedrà da oggi quali saranno gli ulteriori elementi nelle loro mani. Tra i punti ancora da chiarire c'è sicuramente l'oggetto che Shabbar Abbas aveva in mano mentre le telecamere di video-sorveglianza lo riprendevano di ritorno dopo l'uscita da casa di Saman, a mezzanotte: su quell'oggetto – che la Procura pensa sia lo zainetto della ragazzaè stato disposta una perizia.

Intanto in questi mesi il legale di Shabbar, l'avvocato Sheila Foti, fa sapere che i due condannati all'ergastolo non si sono mai visti: "Non si sono più visti né sentiti. Quando è arrivata in Italia, sia noi che il difensore della mamma di Saman abbiamo fatto istanza scritta alla Corte d'Assise d'Appello per chiedere l'autorizzazione perché potessero incontrarsi o quanto meno chiamarsi o videochiamarsi, ma l'hanno respinta".

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