Cosa non torna nella storia delle due sorelline di San Cataldo: tutti i punti ancora da chiarire
Il ritrovamento delle due sorelline nel negozio di San Cataldo non ha chiarito cosa sia successo nelle ore precedenti. Le bambine, di 12 e 8 anni, sono state trovate nel pomeriggio di sabato 19 settembre dopo aver trascorso la notte all'interno dell'esercizio commerciale. Ora la Procura di Caltanissetta sta cercando di ricostruire come siano arrivate fin lì e perché nessuno si sia accorto della loro presenza prima del ritrovamento.
Le due bambine erano scomparse la sera precedente. Il padre aveva raccontato ai carabinieri di essere uscito di casa intorno alle 20 per andare a comprare il pane insieme all'altro figlio, lasciando le due sorelle nell'abitazione. Quando era tornato, non le aveva più trovate. Dopo averle cercate nelle vicinanze, aveva lanciato l'allarme e nella giornata di sabato erano partite le ricerche con carabinieri, vigili del fuoco e Protezione civile.
Poco dopo le 17, però, le due minori sono state individuate all'interno di un negozio di abbigliamento gestito da cittadini cinesi, non lontano dalla loro abitazione. Erano nel bagno dell'esercizio commerciale e, secondo quanto riferito dai volontari che le hanno trovate, stavano bene. Avrebbero anche raccontato di aver trascorso lì la notte.
È proprio quello che è successo prima di quel momento a essere ancora da chiarire.
L'orario dell'ingresso nel negozio di San Cataldo
Uno dei primi elementi sui quali si stanno concentrando gli investigatori riguarda l'orario in cui le due bambine sarebbero entrate nel negozio. Il padre ha indicato nelle 20 circa l'ultimo momento in cui le avrebbe viste a casa. La titolare dell'attività, secondo quanto riferito da fonti locali, avrebbe invece detto agli investigatori di aver notato le bambine nel negozio già intorno alle 19.40.
La differenza di orario dovrà essere verificata attraverso le immagini delle telecamere e le altre testimonianze raccolte dai carabinieri. Se l'orario indicato dalla commerciante fosse confermato, sarebbe necessario capire come le due sorelle siano arrivate nel negozio prima dell'ora in cui il padre sostiene di averle lasciate a casa.
Non è ancora possibile stabilire se si tratti di una semplice discordanza negli orari o se possa essere un elemento utile a ricostruire gli ultimi momenti prima della loro scomparsa.
Perché le due sorelline hanno trascorso la notte nel bagno
Un altro punto ancora senza una risposta è il motivo per cui le bambine abbiano passato la notte nel bagno del negozio. Quando i volontari della Protezione civile sono entrati nell'esercizio commerciale, le hanno trovate proprio lì.
Una delle persone che hanno partecipato alle ricerche ha raccontato che le bambine erano in buone condizioni e che avevano detto di aver dormito nel locale. I volontari, però, non hanno raccolto una testimonianza dettagliata: in quel momento la priorità era portarle fuori dal negozio e verificare le loro condizioni.
Resta quindi da capire se le due sorelle siano entrate spontaneamente nell'esercizio commerciale, se abbiano cercato un posto dove nascondersi oppure se qualcuno le abbia accompagnate fin lì.
La frase raccontata dopo il ritrovamento
C'è poi un altro elemento che gli investigatori devono verificare. Dopo essere state trovate, le bambine avrebbero raccontato di essere state "prese e portate" nel negozio. La circostanza è stata riportata da alcune testate nelle ore successive al ritrovamento, ma dovrà essere chiarita attraverso l'ascolto delle minori nelle forme previste per questo tipo di accertamenti.
Al momento non ci sono elementi pubblici che consentano di stabilire chi eventualmente le avrebbe accompagnate nel negozio o se quella frase sia stata utilizzata dalle bambine per descrivere un'altra situazione. Proprio per questo gli investigatori stanno cercando riscontri oggettivi al racconto.
Il negozio è stato sequestrato
La Procura di Caltanissetta ha disposto il sequestro dell'esercizio commerciale nel quale le bambine sono state trovate. Il provvedimento consentirà di effettuare ulteriori accertamenti, anche di carattere tecnico-scientifico.
Il procuratore capo di Caltanissetta ha spiegato che sono necessari ulteriori approfondimenti per verificare alcune circostanze ancora poco chiare e accertare eventuali responsabilità.
Gli investigatori stanno inoltre acquisendo le immagini delle telecamere presenti nella zona. Il loro esame potrebbe permettere di stabilire quando le bambine siano arrivate nel negozio, da dove provenissero e se siano state accompagnate da qualcuno.
È uno dei passaggi più importanti dell'indagine perché consentirebbe di verificare le diverse testimonianze con elementi indipendenti dai racconti delle persone ascoltate.
Il padre ascoltato dai carabinieri
Tra le persone sentite dagli investigatori c'è anche il padre delle bambine, che ha raccontato agli inquirenti le circostanze della loro scomparsa. L'uomo aveva inizialmente pensato a un allontanamento volontario, poi, non riuscendo a trovarle, aveva chiesto aiuto.
La sua versione dovrà essere confrontata con gli altri elementi raccolti durante le indagini, a partire dagli orari e dalle immagini della videosorveglianza.
Gli investigatori stanno ascoltando anche altre persone che potrebbero avere informazioni utili sulla famiglia e sugli spostamenti delle due sorelle prima del loro ritrovamento.
Il precedente familiare
Nel frattempo è emerso anche un precedente che riguarda la situazione familiare delle bambine. Alcuni anni fa, secondo quanto riportato dalle cronache locali, i genitori erano stati denunciati per presunti maltrattamenti nei confronti dei figli. I sei minori erano stati quindi collocati temporaneamente in una comunità.
Successivamente i figli erano stati affidati al padre. La madre, che ha origini straniere, vive invece in un'altra città.
Si tratta di un elemento che gli investigatori hanno acquisito nel quadro degli accertamenti sulla famiglia, ma che non spiega di per sé cosa sia accaduto alle due sorelle nella notte tra venerdì e sabato.