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Dopo il caso di Bologna anche le Marche hanno deciso di sposare l’idea del tampone per il coronavirus a bordo auto. A fare da apripista sarà l’ospedale di Fabriano, in provincia di Ancona, dove nelle prossime ore una equipe allestita appositamente esaminerà alcuni pazienti precedentemente individuati e convocati per essere sottoposti al test. Si tratta del primo esperimento nelle Regione Marche per quello che è stato già ribattezzato tampone drive-thru ma il secondo in Italia dopo quello realizzato dall’Ausl del capoluogo emiliano a San Lazzaro. Anche nel caso marchigiano non si tratta di un test veloce ma dello stesso teste svolo fino a questo momento in ospedale o a domicilio e dunque con la necessità di ignare i campioni in laboratorio per essere analizzati.

Tampone a bordo auto nelle Marche, risparmieremo kit di dispositivi

L’obiettivo infatti è quello di far guadagnare tempo agli operatori sanitari non costretti a muoversi da una abitazione all’altra ma soprattutto quello di risparmiare i dispositivi ad alta protezione individuale in questo momento fondamentali a causa della scarsità delle disponibilità. Il tampone a bordo auto “permetterà di risparmiare soprattutto tempo di lavoro da dedicare alle consuete attività di coordinamento degli infermieri coinvolti nelle abituali attività di assistenza domiciliare. Poi permetterà di ridurrà l’uso dei preziosi dispositivi di protezione di cui ci viene sempre più richiesto un uso parsimonioso nel rispetto della nostra sicurezza” ha spiegato a Radiogold  la coordinatrice dell’assistenza infermieristica domiciliare, aggiungendo: “Se dovessimo arrivare a fare i 30 tamponi previsti nella giornata, ad esempio, risparmieremo 27 kit di dispositivi ad alta protezione individuale utilizzandone solo 3, che potranno essere utilizzati in settori dell’assistenza sanitaria dove ce ne è più bisogno. Non solo. Questa originale modalità di esecuzione dei tamponi renderà possibile dedicarci al nostro lavoro a domicilio rivolto alle fasce più fragili della popolazione”.

Coronavirus Marche, aumentano contagi: scattano altri provvedimenti restrittivi

Le Marche restano una delle cinque regioni più colpite dal coronavirus come numero di contagi e decessi in Italia.  In base all'ultimo bollettino in totale sono 1.737 i contagiati mentre i decessi son saliti a 115. Anche per questo nelle scorse ore il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli ha firmato una nuova ordinanza con la quale stabilisce ulteriori provvedimenti restrittivi come ad esempio  al chiusura di spiagge, parchi, parchi gioco e giardini pubblici.