L'attenzione sulla diffusione del Coronavirus in Italia deve rimanere alta. Nel corso del briefing quotidiano sul nuovo virus, Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms, l'Organizzazione mondiale della sanità, si è detto molto preoccupato per quanto sta accadendo nel nostro Paese: "Siamo profondamente preoccupati per l'improvviso aumento dei casi in Italia, Iran e Corea del Sud" ha dichiarato il numero uno dell'agenzia speciale delle Nazioni Unite per la salute pubblica. "Non possiamo parlare ancora di pandemia ma solo di epidemia" ha detto ancora Ghebreyesus, dal momento che la diffusione del Covid-19 non c'è ancora su larga scala mondiale. Fuori dalla Cina, infatti, i casi accertati sono 2074, in 28 Paesi e con 23 persone decedute. Ancora il direttore dell'Oms ha reso noto che il tasso di mortalità "è tra il 2 e il 4 percento a Wuhan e lo 0,7 percento all'esterno della Cina".

Coronavirus, Oms: "Il picco c'è già stato, malattia in calo"

È ancora il numero uno dell'Organizzazione mondiale della sanità, durante il briefing, a rendere note le scoperte sulla trasmissibilità del Coronavirus effettuate dall'equipe medica dell'Oms che si è recata a Wuhan, la città cinese dalla quale è partita l'epidemia del nuovo virus. In riferimento ai medici dell'Oms e di quello che hanno osservato in Cina, Ghebreyesus ha dichiarato: "Hanno scoperto che l'epidemia Covid-19 ha raggiunto il picco tra il 23 gennaio e il 2 febbraio e da allora è in costante calo. Hanno scoperto che non vi sono stati cambiamenti significativi nel Dna del Coronavirus".

Coronavirus in Italia, sono 6 le vittime

Intanto, nella giornata odierna, sono saliti a 6 i morti in Italia per il Coronavirus: sono 5 i decessi in Lombardia, mentre uno si è verificato in Veneto. Le province di Lodi e Padova, infatti, sono considerate il focolaio dell'epidemia nel nostro Paese. L'ultima vittima accertata è un uomo di 80 anni deceduto all'ospedale Sacco di Milano, ma residente a Castiglione d'Adda, nella provincia di Lodi, la cittadina dalla quale proviene anche il 38enne, considerato il paziente uno.