Nel tentativo di fermare l’avanzata dell’epidemia da coronavirus in Italia il governo ha varato un Dpcm che contiene misure stringenti in tutto il territorio nazionale: il decreto denominato “Io resto a casa” stabilisce che è possibile uscire solo per lavoro, per fare la spesa e per gravi motivi sanitari mentre restano aperti solo i servizi essenziali, dalle farmacie ai negozi di generi alimentari. Per uscire serve compire un modulo di autocertificazione e di fatto con l’ultimo Dpcm il governo ha eliminato le distinzioni territoriali tra zone rosse, gialle e verdi. Ma nelle ultime ore da parte delle Regioni sono arrivate ulteriori restrizioni per alcuni territori che diventano così nuove "zone rosse".

Coronavirus, Medicina è "zona rossa" fino al 3 aprile

È ad esempio il caso del Comune di Medicina e della frazione di Ganzanigo, nella provincia di Bologna, che da oggi lunedì 16 marzo sono “zona rossa” per contenere il coronavirus. Fino al 3 aprile nel Comune di Medicina e nella frazione di Ganzanigo aumentano le restrizioni in base all'ordinanza n. 36 del 15/3/20 della Regione Emilia-Romagna che dispone il divieto di allontanamento e di accesso per queste zone. "Dobbiamo evitare altri contagi dentro Medicina", ha detto il sindaco Matteo Montanari, ed evitare l'estensione del "contagio verso la Città metropolitana di Bologna". Medicina è un Comune che conta poco più di 16.000 abitanti ed era già tra i sorvegliati speciali in Emilia Romagna per i contagi di coronavirus Covid-19. Nelle scorse settimane era emerso un “focolaio” in una bocciofila frequentata da anziani. Cosa vuol dire che Medicina e Ganzanigo sono diventati “zona rossa”? In una nota della Regione viene spiegato che dalla mezzanotte passata è in vigore il divieto di accesso e di allontanamento: possono entrare i soli residenti ancora fuori dall'area circoscritta e chi lavora nei servizi pubblici e privati essenziali. Si tratta di alcuni servizi comunali e di quelli assistenziali e residenziali per le persone non autosufficienti, di farmacie e alimentari. Tutte le altre attività commerciali, produttive e di servizio di Medicina e Ganzanigo sono chiuse.

Coronavirus, i 5 Comuni in Campania in quarantena

Cinque i Comuni in Campania per i quali è scattata la quarantena. La Regione ha stabilito il divieto di entrata ed uscita per Ariano Irpino, nella provincia di Avellino, e poi nella serata di domenica lo stesso provvedimento è stato adottato per altri quattro comuni della provincia di Salerno: Polla, Sala Consilina, Atena Lucana e Caggiano. “La decisione di mettere in quarantena i 4 Comuni a sud della provincia di Salerno è la conseguenza di due iniziative messe in campo da un ‘predicatore’ ed altri suoi collaboratori, in violazione a ordinanze già in essere. Si rimane davvero indignati di fronte a questa irresponsabilità che ha prodotto decine di contagi, la quarantena per 4 Comuni e decine di contatti che andranno verificati nelle prossime ore", le parole del governatore campano Vincenzo De Luca. "Ho dato mandato all'Asl di procedere alla denuncia penale di quanti hanno promosso o partecipato a questa iniziativa per il danno enorme che ha prodotto sulla pelle di migliaia di cittadini, di migliaia di medici e infermieri impegnati all'ultimo respiro nella battaglia contro la diffusione del contagio", ha aggiunto De Luca.

Coronavirus e zone rosse, i casi di Codogno e Vo'

Codogno e Vo’, i primi due Comuni in Lombardia e Veneto diventati “zona rossa” all’inizio dell’epidemia di coronavirus in Italia, hanno “dimostrato” che la quarantena ha portato a dei risultati. A Vo’, dove era stata registrata la prima vittima veneta di coronavirus, Adriano Trevisan, non si contano nuovi casi positivi: “Abbiamo applicato la quarantena – ha detto nei giorni scorsi il sindaco Giuliano Martini – con grande senso di responsabilità e fatto due screening a cui ha aderito il 95 percento della popolazione". La località euganea era uscita dall'isolamento domenica 8 marzo. Anche a Codogno, uno dei 10 Comuni del Lodigiano che per due settimane sono stati isolati con il divieto di ingresso e uscita dall'area, il modello "zona rossa" ha funzionato. Il trend dei contagi è ora negativo. Resta in ogni caso fondamentale, sottolineano i sindaci, mantenere altissimo il livello di guardia e seguire le indicazioni al momento in vigore in tutto il territorio nazionale.

tot. contagiati 105.792
31 marzo 2.107
tot. guariti 15.729
31 marzo 1.109
tot. deceduti 12.428
31 marzo 837