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Covid 19
10 Marzo 2020
08:36

L’audio di un infermiere: “Stiamo sbattendo fuori dai reparti i malati non Covid “

Qual è il rovescio della medaglia del Coronavirus negli ospedali lombardi? I reparti stanno venendo rapidamente riconvertiti in reparti di rianimazione, i pazienti mandati a casa, e il personale spostato. Qual è il prezzo nascosto dell’emergenza Covid nei nosocomi della Lombardia? In un audio messaggio un infermiere del Policlinico di Milano spiega cosa sta succedendo.
A cura di Giorgio Scura
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MILANO – Qual è il rovescio della medaglia del Coronavirus? Qual è il prezzo che stiamo pagando, in termini sanitari, per far fronte a questa emergenza? Lo spiega in un audio messaggio un infermiere del Policlinico di Milano che racconta cosa sta accadendo all'interno dei nosocomi lombardi.

"Stiamo aprendo nuovi posti di rianimazioni, sì, ma a che prezzo? – chiede retoricamente l'operatore che chiede di rimanere anonimo – . Chiudono i reparti ordinari, di ortopedia o di chirurgia toracica per esempio, per far spazio a posti di rianimazione. Così hanno fisicamente chiuso i reparti e il personale lo stanno utilizzando per creare delle terapie intensive. Loro dicono: prendiamo un padiglione, sbattiamo tutti fuori e mettiamo i ventilatori. Avete chiuso tutta la geriatrica, tutta la chirurgia toracica, e paradossalmente si continua con i pre ricoveri, sale di attesa piene di anziani che tossiscono per fare i prelievi, ma le sale operatorie sono pochissime".

"Il pericolo – conclude – quindi se uno ha una lastra con una macchia al polmone, probabilmente morirà di metastasi, perché ora che fa la Tac e vede un chirurgo toracico… prima deve passare il Coronavirus, quindi sì, stiamo aprendo nuovi posti di rianimazione, ma a che prezzo? Il professor Pesenti sta facendo questo, ma il prezzo da pagare non si vede, ancora".

Non è il primo appello di questo genere che arriva dagli ospedali lombardi. Solo due giorni fa, un'operatrice sanitaria piacentina aveva detto: “Siamo al collasso. I colleghi del pronto soccorso sono saturi sia psicologicamente che fisicamente. Ieri ci sono stati 26 nuovi ingressi e alcuni sono stati mandati a casa perché non ci sono posti letto”.

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