"Anche io come tanti ho sottovalutato questo virus. Dovete capire che non è un gioco. Passo le notti con un respiratore, non riesco a dormire, la mia vita è stravolta. Vorrei che nessuno provasse le sofferenze che ho provato io, perché questo sembra un film horror ma purtroppo non lo è". È l'appello diffuso sui social da Gianni Zampino, 40enne di Torino, che ha contratto il coronavirus.

"Purtroppo non posso ancora respirar senza l'ausilio di questa maschera e di notte devo portare un casco che mi permette di respirare", ha raccontato in un video pubblicato sui social. "Voglio fare questo video – ha spiegato – perché vedo che troppa gente ancora prende sotto gamba questo maledetto virus, che mi ha stravolto la vita da circa dieci giorni".

Nella sua testimonianza, Gianni racconta che fino a pochi giorni fa la sua vita scorreva tranquillamente. "Avevo il mio lavoro da responsabile, mi prendevo cura di mio papà, curavo i miei hobby tra cui tanto sport", ricorda. E poi gli amici, una vita normale. "Devo dire che ho come tanti sottovalutato questo virus. Ho pensato a un discorso politico, a un discorso militare, a una bufala, a tantissime cose".

"Questo virus è entrato nel mio corpo e ha anche ucciso la persona più cara della mia vita, che era mio padre. Tutti dicono che questo virus è una normale influenza. Vi posso dire che non è così – sono le parole del 40enne -. Entra dentro di te, si impossessa di te, ti prende i polmoni e le vie respiratori. La cosa più brutta è che non è conosciuto. Come fai a sconfiggere un avversario che non conosci?".

"Le informazioni sono poche, c'è troppa ignoranza. Il mio messaggio è di fare attenzione, stare in casa con le vostre famiglie, vedete un film, leggete un libro, fate un gioco di società. Solo insieme seguendo queste regole potremo riprendere la nostra vita in mano", è l'appello di Gianni. "Dovete capire che non è un gioco. Passo le notti con un respiratore, non riesco a dormire, la mia vita è stravolta. Vorrei che nessuno provasse le sofferenze che ho provato io, perché questo sembra un film horror ma purtroppo non lo è". Un invito alla prudenza che arriva mentre il bollettino del contagio in Italia, la sera del 15 marzo, è di 24747 contagiati, di cui 2335 guariti e 1809 morti.