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Covid 19
30 Marzo 2020
22:33

La pandemia di Coronavirus rischia di provocare una carenza alimentare globale

Il coronavirus potrebbe provocare una carenza alimentare a livello globale, se la pandemia non sarà riportata sotto controllo. L’allarme arriva da diversi studiosi e agenzie internazionali tra cui la Fao. I blocchi alle frontiere rischiano infatti di interrompere le catene di approvvigionamento con conseguenze catastrofiche. La minaccia riguarda soprattutto le economie con strutture vulnerabili.
A cura di Simone Gorla
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Tra gli effetti disastrosi dell'epidemia mondiale di coronavirus potrebbe esserci anche una carenza di generi alimentari. L'allarme arriva dalla Cina. Se pandemia non sarà riportata sotto controllo, spiegano gli studiosi, potrebbe interrompere le catene di approvvigionamento fino al rischio di provocare una mancanza di cibo globale.

Coronavirus, la pandemia potrebbe interrompere le catene di approvvigionamento di cibo

Lo scenario potrebbe sembrare fin troppo negativo. Al momento non si ha notizia di scarsità di alimenti, soprattutto in Italia. Tuttavia Cheng Guoqiang, professore della School of Economics and Management della Tongji University of Shanghai, sottolinea che il contagio diffuso in tutto il mondo potrebbe far salire i prezzi, in particolare per quelle economie con strutture di approvvigionamento vulnerabili, se i paesi produttori aumentassero le restrizioni alle esportazioni. "Se l'epidemia non sarà efficacemente controllata potrà causare una grave crisi alimentare mondiale e minacciare direttamente la sicurezza alimentare per la Cina e le nazioni emergenti", ha spiegato il professore citato dal South China Morning Post.

L'allarme della Fao: Blocchi alle frontiere possono causare effetti disastrosi

Lo stesso allarme è stato condiviso da alcune agenzie ed esperti internazionali. La scorsa settimana la Fao ha già avvertito che "interruzioni alle frontiere e nelle catene di approvvigionamento possono causare una reazione nel sistema alimentare con effetti potenzialmente disastrosi". "La principale preoccupazione per la produzione cinese di proteine animali è la soia, poiché la soia cinese è principalmente fornita da altri paesi, tra cui il Brasile, gli Stati Uniti, l'Argentina", ha affermato Pan Chenjun, analista di Rabobank. "Fino ad ora le spedizioni di semi di soia sono state normali, ma è difficile prevedere cosa accadrà se ci saranno interruzioni nei porti o nella logistica dei paesi esportatori".

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