Il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano
in foto: Il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano

Un nuovo allarme sulla tenuta del sistema sanitario nel caso dovesse dilagare l'epidemia di coronavirus arriva da Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università degli Studi di Milano, intervenuto su Rtl 102.5 durante ‘Non Stop News': "Bisogna avere paura, in un'ottica di attenzione a tutti noi, perché nelle zone più a rischio, specialmente in Lombardia, i posti in terapia intensiva stanno finendo e bisogna dirlo anche e soprattutto a chi vive nelle zone che non sono ancora toccate come la Lombardia. Perché il distanziamento sociale ha una maggiore efficacia quando la situazione è ancora all'inizio, così come nelle altre regioni". Il medico ha lanciato un appello e un invito alla responsabilità. "Mi riferiscono a situazioni, di giovani in particolare, che vanno avanti con assembramenti, sottovalutando qualcosa che possiamo fare con serenità, piccole cose ma che possiamo fare ognuno di noi – evidenzia – Si possono fare passeggiate con tranquillità, non assembrandosi e stando attenti a quelle norme di pulizia, di igiene personale, di distanziamento sociale e di attenzione alle superfici contaminate".

La situazione, avverte l'esperto, "è in evoluzione. Il Governo ha deciso via via, modificando delle decisioni che sono sempre difficilissime da prendere proprio perché hanno effetti economici e sulla qualità della vita di tutti noi. La progressione è fondamentale e andrà rivista sulla base dell'evoluzione che ci sarà. Ma è importante che tutti noi, in tutta Italia, dobbiamo adottare le misure, perché solo così si fermerà il virus".

In un'altra intervista a Radio Popolare il virologo ha parlato del picco di contagio: L’azione di riduzione necessità di ancora un po’ di giorni, perché i casi notificati ieri o quelli che verranno notificati oggi sono nati una settimana o dieci giorni fa, sono ancora figli di una situazione in cui la diffusione non aveva degli elementi di controllo stringente. Ci vorrà ancora un bel po’, temo che fino alla fine del mese di aprile si avrà una situazione in crescita con effetti che possono essere devastanti. Stare a casa in questo momento è fondamentale. Con l’influenza di solito facciamo gli eroi, ma in questo caso dobbiamo fare uno sforzo supplementare. È vero, la patologia nella gran parte dei casi è benigna, ma abbiamo visto che il 10% di persone necessità della rianimazione. I posti sono tarati sull’operatività quotidiana e con questo sovraffollamento si stanno facendo in alcun reparti e alcuni ospedali delle scelte dolorose".