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Coronavirus
21 Febbraio 2020
14:29

Il 38enne in gravi condizioni per Coronavirus era già stato in ospedale ma è stato rimandato a casa

Nel corso della conferenza stampa in Regione, l’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera ha comunicato la ricostruzione del peggioramento dello stato di salute del 38enne risultato positivo al Coronavirus e il conseguente ricovero. “Si è presentato all’ospedale il 18 febbraio – ha detto Gallera – ma è stato rimandato a casa. Quindi è stato ricoverato il giorno dopo”. L’uomo non avrebbe inizialmente detto agli infermieri di essere stato in contatto con un uomo tornato da poco dalla Cina.
A cura di Filippo M. Capra
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M.M. in una foto su Facebook
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M.M., il 38enne di Castiglione d'Adda, ricoverato all'ospedale di Codogno, si era recato una prima volta al pronto soccorso per una forte febbre, ma dopo qualche ora era stato rimandato a casa. Poi, però, l'aggravamento delle sue condizioni hanno indotto la struttura a ricoverarlo. Dopo alcuni test, la notizia: M.M. è risultato positivo al Coronavirus. A ricostruire la dinamica di quanto successo negli ultimi giorni circa le condizioni di salute dell'uomo, dipendente dell'Unilever di Casalpusterlengo, è l'assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera.

Gallera: Il 38enne non ha detto di essere stato a contatto con individuo rientrato da Cina

L'assessore ha rivelato che M.M. si è recato "il 18 febbraio in pronto soccorso, ma è stato rimandato a casa, quindi è stato ricoverato il 19 gennaio", quando si è ripresentato al pronto soccorso con gravi problemi respiratori. Nel corso della conferenza stampa tenutasi a Palazzo della Regione a Milano, Gallera ha poi spiegato che il 38enne non avrebbe subito rivelato i contatti col presunto paziente zero, ovvero l'amico tornato da poco dalla Cina. Questo perché M.M. non avrebbe ricondotto la febbre all'episodio. Per quanto riguarda la prima visita del 38enne al pronto soccorso, Gallera ha detto: "Aveva un po' di influenza e di febbre e non era così grave da essere ricoverato". Il mix di fattori, tra la non ammissione di essere stato in contatto con una persona tornata da poco dalla Cina e i sintomi di una normale e leggera influenza, ha fatto sì che non scattasse immediatamente la procedura che prevedeva l'immediato isolamento. Al contrario, come successo nell'altro centinaio di casi, poi risultati negativi al test, la macchina per evitare la diffusione del virus si sarebbe attivata subito. Il tampone al 38enne è stato fatto "ieri pomeriggio", giovedì 20 febbraio, "soltanto di fronte alla forte insistenza della moglie che ha ricordato che un amico del marito era tornato poco tempo fa dalla Cina", ha concluso Gallera.

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