Sono le 12 e 30 di lunedì 24 febbraio. Il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli sta ancora svolgendo la conferenza stampa sul coronavirus ed ha appena annunciato la stesura di un'ordinanza sulla chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado da domani mattina fino al 3 marzo e l'annullamento di ogni evento pubblico – carnevali compresi, quindi – a partire dalla mezzanotte quando squilla il suo telefono. Il governatore si allontana per parlare con il suo interlocutore e quando torna ai microfoni riprende parola: "Era il signor Conte, il primo ministro, che ha chiamato per dire che l'ordinanza va coordinata con il Ministro della Salute. Siccome hanno intenzione domani mattina di emanare degli indirizzi di carattere nazionale ci hanno chiesto di sospendere l'applicazione e la firma dell'ordinanza. Quindi è chiaro che a questo punto non possiamo immaginare la chiusura delle scuole da domani perché dobbiamo attendere l'incontro di domattina. Significa che eventualmente questa ordinanza la prenderemo domani dopo il coordinamento".

Il governatore della Regione Marche è stato quindi smentito in diretta dal Presidente del Consiglio in persona. Contrariamente a quanto annunciato in un primo momento, quindi, le scuole resteranno aperte e tutti gli eventi pubblici si svolgeranno regolarmente. Gli istituti, i genitori, le famiglie si stavano già organizzando, ma a questo punto sembra che almeno per domani tutto resterà immutato. O almeno, sarà necessario aspettare le decisioni del governo nazionale, che verranno concordate con le regioni italiane domani mattina. Dal canto suo Ceriscioli ha comunque annunciato che si batterà affinché le scuole vengano chiuse e tutte le manifestazioni pubbliche annullate. "Dobbiamo bloccare ogni spazio dove il virus può espandersi".