M.M. in una foto su Facebook
in foto: M.M. in una foto su Facebook

"Mio figlio è gravissimo, è una cosa penosa". Sono distrutti i genitori del 38enne ricoverato all'ospedale di Codogno per Coronavirus. Fanpage.it ha intervistato il padre e la madre del 38enne M.M., attualmente in gravi condizioni nel reparto di Terapia intensiva: "È gravissimo, è intubato", dice il padre, che poi sottolinea come il figlio sia una persona sportiva: "Gioca a pallone, è un podista: fa di tutto, bicicletta, piscina", dice il padre "è una bestia alta così, 90 chili, ha una struttura forte". I genitori avevano parlato per l'ultima volta col figlio mercoledì: "Non stava già bene, ma non era in Terapia intensiva, era in reparto". "Domenica aveva la febbre, lunedì aveva la febbre. È stato ricoverato al pronto soccorso martedì mattina, poi è stato dimesso per, ma quando è tornato a casa non è stato bene ed è tornato con la febbre a 40. È stato in Medicina per un giorno, poi si è aggravato ed è stato intubato", ha detto la madre. La prima volta che è andato in ospedale il 38enne non ha detto che aveva cenato con un amico rientrato da poco dalla Cina: "No, non si sapeva cosa avesse – dice la madre – sembrava un'influenza. Solo quando è stato in sala di Rianimazione hanno iniziato ad avere dei sospetti e hanno fatto gli esami. E poi hanno continuato a fare domande su domande e la moglie ha detto ai medici della cena".

Le condizioni del 38enne sono molto gravi

In questo momento le condizioni del 38enne sono gravi, anche se nell'ultimo aggiornamento l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera aveva parlato di leggeri miglioramenti: "Lui dorme, è una cosa penosa – dice il padre a Fanpage.it – Noi l'abbiamo intravisto perché non si poteva. Hanno fatto un'eccezione per noi, il medico ci ha visto che eravamo distrutti e ci ha accontentati. Era meglio non vederlo". "La cena risale a gennaio", hanno poi aggiunto i genitori a proposito della cena fatta dal 38enne con un amico che era stato in Cina e che potrebbe – ma non è ancora stato accertato – aver contagiato il figlio: il paziente zero, quello da cui è partito il contagio, difatti non è ancora stato individuato. Il 38enne non è ancora stato trasferito al Sacco, dove invece si trova la moglie, incinta di quasi sette mesi: la donna sarebbe in buone condizioni, mentre sono gravi gli altri quattro pazienti con Coronavirus che sono ricoverati sempre all'ospedale di Codogno.

Ai genitori non è ancora stato fatto il tampone: sono in autoquarantena

Nonostante il figlio sia ricoverato da ormai diverse ore all'ospedale di Codogno, ancora non sono stati fatti i tamponi ai genitori: "Noi stiamo bene, non abbiamo nessun sintomo. Ma non possiamo proprio dire che stiamo bene, è un'eresia. Ci hanno detto di non uscire e di non fare entrare nessuno. Devono ancora venire, quando non lo so", dicono i due. "Abbiamo dovuto fare i diavoli a quattro – dice il padre del 38enne -. Continuiamo a chiedere: ‘Ma venite o non venite?'. "Pensavamo che la famiglia sarebbe stata avvisata più celermente, ma ci hanno spiegato che la questione è molto caotica". I due poi chiariscono: "Ci lamentiamo perché siamo in queste condizioni: quello che ci manca è un po' più di informazione, il resto è eccellente".

Di Simone Giancristofaro

tot. contagiati 101.739
30 marzo 1.648
tot. guariti 14.620
30 marzo 1.590
tot. deceduti 11.591
30 marzo 812