Una denuncia per violazione delle norme per il contenimento della diffusione del coronavirus e un'altra  per resistenza a pubblico ufficiale, è finita così la rocambolesca fuga di un giovane trentino beccato nelle scorse ore da una pattuglia della Polizia di Stato del Commissariato di Rovereto impegnata nei consueti controlli sugli spostamenti nell'ambito delle misure di contenimento della diffusione del covid-19. L'episodio nel pomeriggio di domenica nei pressi di Ravazzone di Mori, in provincia di Trento. Secondo quanto ricostruito dagli agenti, l'uomo al volante della sua vettura era uscito di casa per andare dalla fidanzata residente in un comune vicino al suo ma alla vista del posto di blocco si è dato a una fuga repentina rischiando anche di provocare un incidente stradale.

Il protagonista della storia infatti ha ingranato la retromarcia e, in contromano e a tutta velocità, è tornato verso Mori, da cui proveniva. Una manovra decisamente pericolosa al solo fine di evitare i controlli  stradali messi in atto per fare rispettare le disposizioni per il contenimento del Covid 19. L'uomo a bordo della sua Fiat Punto si è allontanato a tutta velocità in retromarcia poi, quando è arrivato a una distanza che credeva sufficiente, ha invertito il senso di marcia e ha proseguito verso la località Seghe, facendo perdere le proprie tracce nelle stradine di campagna. Una manovra che però non è sfuggita ai poliziotti che si sono messi subito sulle sue tracce riuscendo infine a individuarlo e a denunciarlo.

La pattuglia infatti ha deciso di inseguirlo lungo la stessa strada, avvistando infine la vettura del fuggitivo in fondo alla rampa di un garage di una villetta residenziale. Quando gli agenti si sono avvicinati all'auto hanno scoperto che l'uomo si trovava ancora all'interno, nascosto ed accucciato sotto i sedili nel tentativo di non farsi vedere. L'uomo si è giustificato dicendo che voleva andare a trovare la fidanzata a Rovereto e di essersi spaventato alla vista della polizia.