Nella fase di emergenza sanitaria che l'Italia sta vivendo, i gesti di solidarietà emergono con particolare rilevanza. E' il caso di quello che sta accadendo a Montevarchi (Arezzo) dove, come racconta La Nazione, due sorelline in età scolare da elementari, si sono ritrovate improvvisamente da sole a causa della morte della nonna 80enne e il ricovero della madre, entrambe a causa del coronavirus (inizialmente l'articolo faceva riferimento a due bambini ma, su segnalazioni di una volontaria del luogo, che ringraziamo, siamo stati informati si trattasse di due bambine).

L'assistenza quotidiana delle due bambine in questa situazione di emergenza è garantita da una catena solidale organizzata dai parenti e dalla parrocchia, su iniziativa di don Mauro Frasi, parroco locale, che ha indotto all'impegno anchee il sindaco del comune toscano, Silvia Chiassai Martini, divenuta tutrice delle bambine.

Il Covid-19 sta segnando molte famiglie di tutta Italia, come accaduto in questa circostanza. Senza padre, le bambine erano accudite dalla madre coadiuvata dalla nonna, 80 anni, morta nei giorni scorsi in quello stesso ospedale dove attualmente è ricoverata proprio la madre, operatrice sanitaria le cui condizioni, per fortuna, sono in costante miglioramento.

I volontari della parrocchia che assistono i due bambini hanno organizzato una turnazione in un camper stazionato giorno e notte nel giardino che si trova sotto la casa dei bambini. Chi è di turno ha modo di parlare con le bambine dal balcone e portar loro pranzo, merenda e cena, in attesa del ritorno a casa della madre, che nel frattempo comunica con i due bambini tramite videochiamate. Di notte, invece, è attivo un numero con un operatore a disposizione per qualsiasi problema.

Intanto la Toscana è tra le regioni che meglio sta agendo nella lotta al Coronavirus. In un'intervista a Fanpage.it il governatore Enrico Rossi ha spiegato il sistema di controllo territoriale messo in atto, affiancato alla soluzione dello screening sierologico:

Si tratta di un esame del sangue un esame del sangue che svela la presenza di anticorpi indicativi del passaggio del virus. Il risultato arriva in 4 minuti. Adesso abbiamo in corso la realizzazione di 500mila screening sierologici, a partire ovviamente dalle 60mila persone che lavorano nella sanità pubblica e privata, dai medici agli infermieri agli operatori socio sanitari. Ormai sappiamo che gli ospedali sono tra i maggiori centri di diffusione di questa epidemia.