"È una corsa contro il tempo perché questo virus si sta sviluppando con una velocità impressionante". Sono le parole dell'assessore regionale lombardo Giulio Gallera, che parlando in diretta tv ha tracciato un quadro preoccupante sulla diffusione del coronavirus in Lombardia. Nella regione è partito il focolaio italiano, con epicentro nel Lodigiano ma ora allargato anche alle province di Cremona, Bergamo e Brescia, dove la situazione è seria.

Contagio superiore alle previsioni, corsa enorme per aprire nuovi posti

Il contagio si sta sviluppando "anche al di sopra delle nostre previsioni e dei dati che arrivavano dalla Cina", ha avvertito l'assessore. "Il 28 di febbraio, quindi otto giorni fa, avevamo 50 persone in terapia intensiva e ieri ne avevamo 244. Stiamo facendo una corsa enorme anche nell'aprire nuovi posti di terapia intensiva", ha spiegato specificando che ogni giorno "abbiamo duecento persone che arrivano in pronto soccorso da ricoverare con delle situazioni critiche, quindi vuole dire che ogni giorno dobbiamo trovare duecento posti letto in più".

In terapia intensiva da 50 a 244 pazienti in otto giorni

La stima dell'unità di crisi lombarda, solo a livello regionale, è di 8mila ricoveri in ospedale entro il 22 marzo, di cui 1.250 gravi e 400 in terapia intensiva. La crescita del numero di contagi in Lombardia è ha avuto da subito ritmi molto elevati e non accenna a rallentare. Dal primo contagiato di giovedì 20 febbraio (il 38enne di Codogno finito in terapia intensiva con una grave polmonite) si è passati ai 33 del giorno successivo, quindi ai 114 di due giorni dopo. A una settimana di distanza i casi in Lombardia erano 531. Il primo marzo si saliva a 984. Il 3 marzo erano 1520. Il 5 sono diventati  2.251. A questi ritmi, avvertono gli esperti, gli ospedali e i reparti di terapia intensiva finiranno i posti in tutta la regione.