In attesa di nuove disposizioni, che comunque difficilmente allargheranno le maglie per quanto riguarda gli ingressi per chi proviene da alcuni Paesi, le regole attualmente in vigore parlano chiaro. Da Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Colombia, Cile, Kosovo, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù e Repubblica Dominicana non è permesso accedere in Italia. L'unica eccezione è per i cittadini europei (inclusi quindi gli italiani) e i loro familiari che abbiano la residenza anagrafica nel nostro Paese da luglio 2020. Traduzione: per tantissime coppie binazionali ricongiungersi è ancora impossibile.

Già nei mesi scorsi Fanpage.it si era occupata della vicenda, ma le regole a macchia di leopardo per quanto riguarda gli spostamenti extranazionali rendono la questione costantemente aperta. Tanto che all'interno della community “Love is not Tourism”, fin dall'inizio molto attiva per chiedere ai vari governi una soluzione per le coppie composte da cittadini di due Stati differenti, moltissimi storie d'amore stanno affrontando una logorante attesa di novità positive, che però non arrivano mai. E tante hanno per protagonisti fidanzati e fidanzate in Sud America. Come Mayra e Simone, giovani medici divisi fra la Campania e il Brasile, pur essendo lei originaria della Colombia. O come Marco e Johanna, che vive invece a Medellin. Oppure, ancora, come Daniele e Adriana, psicologa del lavoro e pure lei brasiliana. “Dovevamo sposarci e questo sogno adesso è stato spezzato” dice il giovane fidanzato, che fa lo chef in Umbria, a Foligno.

Anche Marco e Giovanna, la scorsa primavera, avrebbero coronato la loro storia d'amore, iniziata 24 anni fa seppure qualche tira e molla, convolando a nozze, ma la pandemia ha fatto saltare tutti i piani. “Non possiamo fare nessun piano di vita: è troppo triste non sapere quando potremmo farci una vita insieme. E siamo più di 1.500 nel mondo” sottolinea Johanna, che in Colombia lavora come "speaker di creatività e caligrafa", mentre Marco ha una piccola impresa nel veronese, nel settore elettrico. “Abbiamo provato a contattare il presidente Conte e i ministri Speranza e Di Maio e tutte le principali istituzioni, con tutti i mezzi possibili -sottolinea ancora Simone-, ma senza alcun successo”. “Crediamo che il governo italiano, col Dpcm del 7 settembre- gli fa eco la fidanzata- abbia fatto un grande gesto di civiltà nell'offrire la possibilità di ricongiungimento ai partner dei Paesi della lista E. Tuttavia non riusciamo a capire con quale razionale scientifico siano stati inseriti in questa lista i primi due Paesi al mondo per contagi, quali Stati Uniti e India, mentre siano stati inseriti in lista F molti Paesi del Sud America con una situazione epidemiologica migliore”. Fra l'altro, l'elenco E, che comprende molte nazioni extra-Schenghen, consente il ricongiungimento fra partner chiarendo che al rientro in Italia da questi Paesi è necessario sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’autodichiarazione nella quale si deve indicare la motivazione che consente il rientro e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato. Tutte cose che chi adesso è ancora lontano dalla propria metà è ovviamente disponibile a fare. “Abbiamo a cuore la salute della collettività e nessuno vorrebbe metterla a rischio” puntualizza Mayra, mentre Simone aggiunge: “Nessuno parla di riaperture per fini turistici, ma l'amore non è turismo. È auspicabile pertanto che il protocollo adottato per i Paesi della lista E fosse applicato anche per quelli della lista F”. “Per favore -conclude Adriana- stiamo soffrendo moltissimo”.