Dimesso il bimbo ritrovato a Ventimiglia, le prime parole alla mamma e la richiesta di biscotti: “Aveva fame”

Sta bene il piccolo Allen, e dopo un periodo di osservazione è stato dimesso dal reparto di pediatria dell'ospedale Gaslini diffuso al termine degli accertamenti psico-fisici. Da ormai più di 24 ore il bimbo, che era scomparso venerdì sera dal campeggio di Ventimiglia dove era appena arrivato con la famiglia, ha potuto riabbracciare i suoi genitori dopo che alcuni volontari della protezione civile lo hanno trovato sulle alture della frazione Latte.
"Stavamo perdendo le speranze", confessa la mamma del bimbo, “poi mi hanno urlato che lo avevano trovato e io ho corso più veloce che potevo, con le lacrime di gioia”. Parlando col Corriere della Sera la donna ha raccontato quali sono state le prime parole di suo figlio dopo due notti da solo nei boschi: "Ripete "Great job", "ottimo lavoro" in inglese, come gli diciamo ogni volta che fa il bravo. Poi non ha voluto pranzare, ma ha chiesto solo i suoi biscotti preferiti”.
La prima richiesta del piccolo sono stati appunto dei biscotti, come ha raccontato la mamma, “si vede che aveva tanta fame”. Per la famiglia del bimbo sono stati giorni di angoscia, poi fortunatamente la notizia che tutti aspettavano è arrivata domenica mattina: vivo e in discrete condizioni di salute. Il bimbo è stato trovato chiaramente disidratato, aveva graffi su braccia e gambe, ma nessun problema più importante.
Chi lo ha cercato ha spiegato come hanno fatto ad arrivare a lui: “Il bambino non si è allontanato per fuggire, ma per curiosità. Lo abbiamo cercato nel suo mondo: nella natura, nel silenzio”, ha raccontato lo psicologo Roberto Ravera che ha aiutato i carabinieri nelle ricerche. Avendo difficoltà a parlare, non sarà semplice farsi raccontare nei dettagli dal bambino cos’è successo: “Lui non è in grado di spiegarcelo: è un bambino curioso, gli piace esplorare, ma non si era mai allontanato così. Il campeggio era un posto nuovo per lui, con tante persone intorno, tra cui molti bambini. Credo sia stato attirato dalle bandiere all’ingresso”, ha detto ancora la mamma.
Che infine ha voluto nuovamente ringraziare tutta la comunità che si è attivata per cercare il figlio: “Essendo noi stranieri ci fa ancora più piacere. Stavolta ci siamo sentiti davvero parte di una comunità: gli italiani ci hanno dimostrato quanto è forte il loro senso di solidarietà".