Colpo in casa del cardinale Simoni, lui è a Londra e i ladri abbattono il muro: spariti 30mila euro e carta di soggiorno

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Il furto in piazza Duomo a Firenze mentre il cardinale albanese era nel Regno Unito. Insieme agli oggetti di valore, la banda ha portato via anche la carta di soggiorno del prelato 97enne.

Colpo dei soliti ignoti in casa del cardinale Ernest Simoni, l’anziano prelato che abita in piazza Duomo a Firenze in un appartamento della Curia. La banda di ladri probabilmente è entrata in azione a colpo sicuro sapendo di non trovare nessuno in casa visto che il cardinale proprio in questi giorni è volato a Londra per una serie di incontri con le comunità cattoliche locali e un colloquio anche con Re Carlo.

I ladri hanno agito indisturbati di giorno riuscendo a portare via un bottino di circa 30mila euro tra contanti e oggetti di valore, secondo una prima stima. “Siamo sconvolti da quello che è accaduto. Tutto potevamo aspettarci tranne che i ladri riuscissero a fare uno scempio del genere in piazza Duomo” hanno riferito i parenti del cardinale al Corriere Fiorentino che ha ricostruito l’eclatante furto. Sono stati proprio loro a scoprire l’accaduto allertando immediatamente le forze dell’ordine.

Per entrare in casa, i ladri hanno letteralmente abbattuto un muro scardinando la porta blindata, a riprova che sapevano di avere molto tempo a disposizione e senza nessuna remore per il rumore causato da scalpelli e martelli. Probabilmente tenevano d’occhio la famiglia del cardinale che è uscita nel primo pomeriggio ed è rincasata la sera.

A rendere il colpo ancora più strano il fatto che, insieme agli oggetti di valore, sia stata portata via anche la carta di soggiorno del cardinale che era custodita in un cassetto. Un furto che sembra non aver scalfito però Simoni che si è sincerato solo dello stato delle statue religiose tenute in casa.

Del resto il 97enne presbitero albanese, nominato cardinale da Papa Francesco nel 2016, nel corso della sua vita ha affrontato ben altre sfide essendo considerato un “nemico del popolo” ai tempi della dittatura comunista in Albania. Arrestato nella notte di natale del 1963, mentre celebrava la messa, aveva subito una condanna a morte, poi commutata in venticinque anni di lavori forzati nelle miniere e poi nelle fogne.

In questi giorni, tenendo fede al suo proverbiale dinamismo pastorale, è volato nel Regno Unito dove ha visitato le comunità cattoliche locali e incontrato anche Re Carlo martedì mattina. Negli ultimi giorni ha celebrato messa in varie cattedrali da Londra a Birmingham prima di volare a Dublino, in Irlanda, dove purtroppo ha ricevuto la brutta notizia del furto.

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