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Col suo ricorso aveva costretto i compagni a ripetere la Maturità: lei chiude l’esame con lo stesso voto

Un’intera classe del liceo Galileo Galilei di Spadafora ha dovuto ripetere le prove orali dell’esame di Stato e la studentessa che ha presentato ricorso alla fine ha preso lo stesso voto della prima volta.
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A cura di Susanna Picone
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Immagine di repertorio
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Si è concluso con un applauso liberatorio “l’incubo” degli studenti siciliani costretti a ripetere in questi giorni l’esame di maturità che già avevano sostenuto una prima volta.

Lo hanno dovuto ripetere a causa del ricorso di una loro compagna che adesso, a questa maturità bis, ha preso lo stesso voto della prima volta. Commissioni diverse in questo caso, ma appunto voto uguale per la studentessa del liceo linguistico scientifico Galilei di Spadafora (Messina) che con il suo ricorso ha fatto ripetere l'esame orale a tutta la classe.

Le decisioni delle due commissioni d'esame sono sovrapponibili. La studentessa del ricorso è stata l’ultima a sostenere l’esame, questa mattina: già la prima volta era stata promossa, ma con un voto che secondo il ricorso non rispecchiava il percorso scolastico e perché sfavorita rispetto agli altri compagni di classe. Ma l’esito, appunto, non è cambiato neppure questa volta.

"L'esame orale – ha ricostruito il legale della famiglia dell'alunna, l'avvocato Maria Chiara Sgrò – era stato illegittimamente concordato con il commissario interno: avrebbero saputo con giorni di anticipo gli argomenti di inizio esame ed è, invece, avvenuto che solo alla mia assistita è stato richiesto dalla commissione un argomento di inizio esame difforme rispetto a quanto concordato con lo stesso commissario interno".

Secondo l’avvocato, "l'inaspettata sorpresa ha provocato il disorientamento della giovane, che ha generato una prolungata crisi emotiva, compromettendo lo svolgimento della prova orale, con conseguente valutazione gravemente insufficiente e inevitabile incidenza sul voto finale che le era stato attribuito".

Gli studenti della Quinta A hanno quindi dovuto sostenere per la seconda volta la maturità per decisione del Tar, dopo che l'Ufficio scolastico regionale della Sicilia aveva individuato irregolarità, confermate dai giudici.

Antonio, portavoce degli altri compagni, ha detto che la classe "ha sostenuto l'esame con onestà, sincerità e tranquillità". "Ringraziamo la Commissione per averci messo a nostro agio – ha aggiunto – il Galileo non è solo la scuola del ricorso. Noi viviamo a testa alta e per questo bisogna fare chiarezza dicendo la verità, ovvero che tutti noi siamo stati trattati nello stesso modo”.

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