La villetta di Cogne è finita all'asta. Il tribunale di Aosta ha disposto la vendita dell’abitazione dove nel gennaio del 2012 fu ucciso il piccolo Samuele Lorenzi e per la quale lo scorso settembre aveva respinto le richieste di Annamaria Franzoni e del marito Stefano Lorenzi di sospensione dell'esecuzione immobiliare. La base d'asta è di circa 800mila euro e la data per il tentativo di vendita non è ancora stata fissata.

Il contenzioso con l'avvocato Carlo Taormina nasce da una sentenza civile passata in giudicato a Bologna. Lo scorso settembre c'era stato l’okay dal Tribunale di Aosta all'avvocato Taormina per proseguire nel pignoramento della villetta. Il giudice Paolo De Paola aveva infatti respinto le richieste dei coniugi proprietari della villetta di sospensione dell'esecuzione immobiliare. Franzoni, già condannata per l'omicidio del figlio Samuele, per cui ha scontato 16 anni, deve al suo ex legale oltre 275mila euro per il mancato pagamento degli onorari difensivi, divenuti circa 450mila nell'atto di pignoramento. Taormina, che per questa causa è assistito dal figlio Giorgio, nei mesi scorsi ha pignorato l'unico bene aggredibile, appunta metà della proprietà immobiliare dove la Franzoni, ora residente sull'Appennino bolognese, era tornata per qualche giorno una volta riacquisita la libertà.

Franzoni e Lorenzi, assistiti dagli avvocati Maria Rindinella e Lorenza Parenti, avevano sostenuto che la villetta non fosse pignorabile perché all'interno di un fondo patrimoniale, costituito a maggio 2009. Argomento respinto dal giudice che sottolinea, in un'ordinanza di 12 pagine, che la costituzione del fondo, fatta da Lorenzi in qualità, all'epoca, di tutore della moglie, interdetta a seguito della condanna penale, è ricollegabile alla vicenda processuale di Franzoni che, per il suo stato, non poteva occuparsi dei bisogni materiali e morali della famiglia.