Chikungunya in Italia: nuovi casi a Verona, Modena e Como, scattano interventi di disinfestazione

Continua a preoccupare l’Italia l’aumento dei casi di Chikungunya, la malattia virale trasmessa dalla zanzara tigre. Nelle ultime settimane, i focolai segnalati sul territorio nazionale hanno mostrato una crescita costante, con nuovi casi confermati in più regioni. Solo in provincia di Verona, dopo gli otto contagi registrati nelle scorse settimane, si contano ora due nuovi episodi: uno a Dossobuono, frazione di Villafranca di Verona, e uno a San Pietro in Cariano, in Valpolicella.
Nel caso di Dossobuono, l’infezione è stata individuata nella zona degli impianti sportivi, dove il sindaco ha deciso di sospendere la sagra locale per precauzione. Contestualmente è stata programmata una disinfestazione della zona, a cura degli operatori della Regione Veneto, già prevista per la serata. “Nessun allarmismo”, hanno sottolineato le autorità locali, ricordando che la persona contagiata è sotto costante controllo medico e che non è escluso che l’infezione possa essere stata contratta altrove. Anche a San Pietro in Cariano l’Ulss 9 Scaligera ha confermato il contagio, invitando la popolazione a seguire le precauzioni igienico-sanitarie raccomandate.
Il problema si conferma particolarmente rilevante anche in Emilia-Romagna, con un aumento consistente dei casi a Modena: il focolaio modenese conta ora 80 contagi, 17 in più rispetto ai 63 della scorsa settimana. La maggior parte dei pazienti colpiti ha un’età compresa tra 11 e 98 anni, con una distribuzione equilibrata tra uomini e donne. Il comune più colpito resta Carpi, con 74 casi confermati, seguito dalla città di Modena, San Prospero, Concordia sulla Secchia e Soliera. Secondo le autorità sanitarie locali, 67 dei 80 contagiati non risultano più viremici, quindi non rappresentano più un rischio di trasmissione del virus alle zanzare.
Per contenere la diffusione della malattia, la Regione Emilia-Romagna ha attivato il Piano di sorveglianza arbovirosi 2025, che prevede interventi adulticidi, larvicidi e di rimozione dei focolai larvali entro un raggio di 100 metri dal luogo di rilevamento dei casi. A Modena, in particolare, da ieri e fino al 31 agosto sono in corso interventi cautelativi di disinfestazione, nelle aree circostanti via Albinoni, con accesso consentito anche alle proprietà private per la rimozione dei potenziali focolai. Durante i trattamenti è raccomandato chiudere porte e finestre nelle ore notturne, tenere al chiuso animali domestici e proteggere frutta e verdura coltivata negli orti. I prodotti trattati con insetticidi dovranno essere consumati solo dopo 15 giorni, previa accurata pulizia e sbucciatura della frutta.
Anche Como registra un nuovo caso, dopo l’episodio segnalato a San Donato Milanese. Il Comune lariano ha annunciato l’avvio immediato di interventi di disinfestazione in alcune aree della città, per prevenire ulteriori contagi e contenere la diffusione del virus. In tutte le zone interessate, le autorità sanitarie ricordano l’importanza della prevenzione individuale: indossare abiti protettivi, utilizzare repellenti e ridurre i ristagni d’acqua in giardini e terrazzi, ambienti ideali per la riproduzione della zanzara tigre.
La Chikungunya si manifesta con febbre alta e dolori articolari e muscolari intensi, capaci di limitare fortemente le attività quotidiane. Il periodo d’incubazione varia tra i 3 e i 12 giorni e la trasmissione avviene esclusivamente tramite la puntura di zanzare infette. Le autorità sanitarie raccomandano di monitorare attentamente eventuali sintomi e di rivolgersi ai medici per diagnosi tempestive, poiché il trattamento è principalmente sintomatico.
Gli esperti sottolineano come le condizioni climatiche, con le piogge recenti e le temperature ancora elevate, possano favorire la proliferazione della zanzara tigre e ridurre l’efficacia dei trattamenti larvicidi. Per questo motivo le operazioni di disinfestazione e le azioni preventive restano essenziali per contenere l’espansione dei focolai. Le istituzioni locali stanno lavorando in stretta collaborazione con le autorità sanitarie regionali, garantendo una sorveglianza costante e aggiornando la popolazione sulle misure da adottare.