Anche il semplice movimento delle campane potrebbe innescare piccoli movimenti del terreno generando una reazione a catena che potrebbe portare al collasso dell'intera chiesa, anche per questo il vescovo di Belluno-Feltre, monsignor Renato Marangoni, ha deciso di fermare completamente le campane della chiesa di San Martino vescovo a Valle di Cadore, l'antico edificio settecentesco che da anni ormai è minacciato da frane su quasi tutti i lati dopo che il terreno sottostante è franato. La chiesa, importante monumento e simbolo paesistico di tutta la valle, rimane in bilico su uno strapiombo sulla gola del Boit nonostante negli anni si sia cercato di trovare dei rimedi come ad esempio di pali di sostegno lungo il perimetro.

Senza soluzioni drastiche, però, la situazione è degenerata ulteriormente tanto che la sindaca Marianna Hoffer nel febbraio scorso era stata costretta ad interdire la chiesa i fedeli. Ora è intervenuta anche la diocesi imponendo lo stop al suono delle campane per evitare vibrazioni che potrebbero anche ostacolare i rilievi in corso.  La situazione in effetti è decisamente pericolosa tanto che la stessa Diocesi di Belluno-Feltre, insieme alla soprintendenza per le belle arti, ha cominciato a trasferire opere e altri oggetti si valore storico e religioso presenti nella chiesa che è ha un ricco patrimonio di quadri, arredi e paramenti.

La speranza di tutti ora è che i dati raccolti dalla rete di sensori installati nelle scorse settimane lungo il costone attorno alla chiesta possano dare le giuste indicazioni sul da farsi. L'intervento, condotto dall'Università di Parma e dall'Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale di Trieste, deve dare un quadro della situazione e capire come e se sarà possibile un ancoraggio dell'edificio alla roccia. "Tutti qui a Valle, ma anche nel resto del Cadore, sarebbero ben felici di dare una mano per consolidare e riaprire al culto quest’edificio. Ma servono i presupposti tecnici per farlo" ha spiegato il Sindaco. Una speranza di tutta la comunità e dei fedeli della chiesa di San Martino vescovo che lo scorso aprile purtroppo hanno dovuto fare i conti anche con la morte del parroco che era in prima linea salvare la chiesa in bilico sulla rupe ed è deceduto i canonica per un malore ad aprile.