“Chiedevamo aiuto ma non ascoltavano”: le sorelle della bimba di Bordighera saranno ascoltate in incidente probatorio
Il 16 ottobre è stato fissato un incidente probatorio per fare luce sulla morte della piccola Beatrice, morta a due anni in provincia di Imperia lo scorso 9 febbraio. Con l'accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore e lesioni sono in carcere la madre della piccola e il suo compagno, Emanuel Iannuzzi. Secondo gli inquirenti la bimba era vittima di continue violenze fino al giorno del decesso causato, come spiega l'autopsia, da un trauma cranico dovuto a un colpo tanto violento da innescare l'emorragia cerebrale.
Nell'incidente probatorio verranno sentite le sorelline
Nell'incidente probatorio del prossimo autunno verranno sentite all'interno della Questura di Genova le due sorelline: parleranno in condizioni protette e soprattutto senza vedere o sentire le persone delle varie parti coinvolte autorizzate a partecipare all'audizione. Sarà comunque garantito il contraddittorio.
Il via libera a sentire le piccole è arrivato dal giudice per le indagini preliminari Massimiliano Botti, che ha accolto la richiesta depositata dagli avvocati difensori della madre di Beatrice, i legali Bruno Di Giovanni e Laura Corbetta. La Procura aveva chiesto di spostare l’incidente probatorio di 60 giorni per attendere gli ultimi risultati degli esami tossicologici, ma il gip aveva respinto la richiesta e per questo si procederà con l'incidente probatorio il 16 ottobre.
Le due sorelle erano già state sentite dalla Procura durante le indagini e anche in quel caso tutto era avvenuto in forma protetta. Le loro dichiarazioni erano state ritenute fondamentali per ricostruire le ultime ore di vita della sorellina.
Cosa hanno svelato le indagini della Procura
Secondo quanto si legge nelle carte degli inquirenti di Imperia, Beatrice veniva in più occasioni colpita con "schiaffi e/o pugni sul volto e/o sul corpo". Più volte era stata presa "per i capelli (provocandone il relativo strappo), facendole sbattere il volto contro il muro e/o la finestra e/o contro il pavimento". Era stata colpita "con cinture e/o calzature e/o prolunghe elettriche".
Nei due giorni precedenti il 9 febbraio la donna, con le sue tre figlie, era stata a casa del compagno. Le sorelline della vittima hanno raccontato ai carabinieri che sentivano Beatrice urlare, la vedevano insanguinata e poi non si è mossa più. Le piccole hanno detto di aver chiesto più volte di chiamare i soccorsi, ma nessuno lo ha mai fatto.
Nel dettaglio, le minori hanno spiegato: "Le violenze sono iniziate a novembre del 2025, ovvero un mese dopo che la madre aveva iniziato una relazione con Iannuzzi". Negli ultimi giorni a casa dell'uomo hanno visto la sorellina perdere i sensi, segno che le botte erano già avvenute e che era già in corso una commozione cerebrale. Iannuzzi le avrebbe fatto il bagno e, insieme alla compagna, avrebbe cercato di rianimarla con acqua e zucchero o con alcune manovre.
La sera prima, quando Beatrice era già grave, la coppia era in casa con amici, ignorando le tre bambine. Poi Beatrice è morta. Secondo gli inquirenti, la mattina la donna ha caricato in auto il corpo della piccola già morta e le sue sorelline per tornare nella loro casa di Bordighera. Qui avrebbe chiamato i soccorsi ma una volta in casa i sanitari del 118 non hanno potuto far altro che accertare il decesso.
Ora si attenderà l'incidente probatorio per capire se le due sorelline confermeranno la prima versione dei fatti. Intanto venerdì 14 agosto si terranno i funerali di Beatrice. La sindaca Marzia Baldassarre ha proclamato il lutto cittadino.