Un lavoro da impiegato tecnico in una azienda in provincia di Reggio Emilia e una compagna con cui condividere la quotidianità ma anche una grande passione per la scrittura, con ben sei libri già pubblicati e altri in arrivo, un amore per la moto e la montagna ma anche una gran voglia di mettersi in gioco. Questa era la vita di tutti i giorni di Marco Eletti prima che il 33enne di San Martino in Rio, in provincia di Reggio Emilia, fosse fermato con l'accusa di aver ferito la madre e aver ucciso il padre Paolo Eletti, il 58enne trovato morto nel pomeriggio di ieri con il cranio sfondato a colpi di martello. Descritto come brillante, ambizioso e sempre pronto a nuove sfide e a mettersi in gioco come aveva fatto durante una partecipazione alla trasmissione televisiva "l'Eredità", Marco Eletti teneva anche un blog pubblico in cui raccontava le sue esperienze.

In quel blog raccontava delle sue passioni, soprattutto per i libi di fantascienza e per la scrittura, in primis di romanzi thriller ma anche di poesie. Il debutto era avvenuto sette anni fa con la pubblicazioni del thriller "Sotto stato d’assedio" che racconta il Medio Oriente e la questione Palestinese fra fantapolitica e realtà. Poi sono arrivati "L’Oasi" che lui ha definito il suo miglior libro ed è stato finalista due volte del premio Urania con "La regola del numero sette" e "Punto d’impatto". Esperienze inframmezzate dall‘apparizione in tv nel gennaio del 2019, come concorrente del programma Rai «L’Eredità».  Di quell'avventura conclusa in brevissimo tempo aveva scritto: "Rivedermi in televisione mi ha fatto un certo effetto e purtroppo la mia uscita continua a intristirmi ancora oggi. Sono sempre abbastanza severo con me stesso, e questo episodio non fa eccezione. Era più che un gioco, era una sfida bellissima che però avrebbe appagato per intero solo arrivando in finale". Una persona quindi vivace, allegra e attiva tanto che nessuno dei suoi conoscenti avrebbe mai pensato potesse essere accusato di un delitto così efferato.

Secondo gli inquirenti, sarebbe stato lui a cercare di uccidere anche la madre, trovata in stato di incoscienza con i polsi tagliati poco lontano dal cadavere del marito e sempre lui avrebbe appiccato il fuoco per coprire le tracce di una aggressione efferata. È stato lui a dare l'allarme  e all'arrivo dei Carabinieri appariva scioccato. Dopo aver ascoltato il suo racconto e aver raccolto i primi elementi investigativi, però, le attenzioni degli inquirenti si sono rivolte proprio contro di lui. Il suo racconto infatti non ha convinto gli investigatori che hanno disposto il fermo di Marco Eletti dopo un lungo interrogatorio anche se in mancanza di una ammissione dei fatti