Che tempo farà a gennaio, febbraio e marzo 2026: le previsioni di lungo periodo dell’Aeronautica Militare

Piogge e temperature nella media hanno definito un autunno meteorologico senza grandi sorprese, visto che i tre mesi di ottobre, novembre e dicembre hanno rispettato tutte le attese. A dirlo a Fanpage.it è il colonnello dell’Aeronautica Militare Guido Guidi.
"Non abbiamo avuto eventi particolarmente significativi, sebbene ce ne siano stati anche di intensi. Possiamo dire che è stato un trimestre autunnale che ha rispettato le attese", ha spiegato l'esperto. Al colonnello abbiamo chiesto anche di fare una panoramica di quello che accadrà nei primi tre mesi del 2026, gennaio, febbraio e marzo.
Colonnello, com'è stato il meteo dello scorso trimestre?
È stato un trimestre, almeno inizialmente, con una piovosità abbastanza abbondante, in linea con quanto atteso per il periodo autunnale. Nella parte finale, invece, è stato molto più secco delle attese, nell'ambito di una variabilità che è abbastanza attendibile.

Sulle temperature invece possiamo dire che, pur essendo partiti con una fase abbastanza fredda, in realtà abbiamo avuto temperature sopra la media del periodo, anche in modo abbastanza prolungato, confermando un trend abbastanza consolidato.
Non abbiamo avuto eventi particolarmente significativi, sebbene ce ne sia stato qualcuno anche intenso. Possiamo dire che è stato un trimestre autunnale che ha rispettato le attese.

Sulle recenti nevicate che cosa possiamo dire?
La neve quest'anno è partita presto ma si è anche fermata presto, salvo poi tornare nel passato recentissimo molto più nel settore occidentale, sulle Alpi piemontesi, che orientale.
Il manto nevoso sull'area alpina centro-orientale, alle quote medie, quelle frequentabili, se vogliamo vederle in chiave turistica, non supera i 30 centimetri. La neve c'è stata ma localizzata, come dicevo, ed è stata abbastanza tardiva.
Cosa ci aspetta a gennaio?
Con riferimento all'inizio dell'anno, il mese di gennaio inizia con un'ondata di freddo abbastanza marcata per tutta l'Europa settentrionale-occidentale che coinvolgerà in parte anche le nostre regioni del Nord, molto meno quelle centro-meridionali che saranno, nella prima decade del mese, in anomalia di temperature positiva, come tutto l'Est europeo.
In un primo momento farà freddo in tutto il Paese ma poi il Centro-Sud si riscalderà velocemente. Questa anomalia negativa di temperatura per l'Europa occidentale persisterà ancora un poco nella seconda decade, attenuandosi, per essere poi sostituita, verso la fine di gennaio, da una tendenza a temperature leggermente al di sopra delle medie.

Se verso la fine del mese e all'inizio di febbraio il segnale è quello di temperature più o meno conformi alla media, ci dobbiamo aspettare giornate relativamente fredde, come si verificano in questi mesi, senza presagire situazioni anomalmente miti o particolarmente fredde.
Che cosa mostrano invece i modelli per i mesi di febbraio e marzo?
Andando ancora più avanti, il segnale è esattamente l'opposto. La tendenza che abbiamo dalle previsioni stagionali è per un'anomalia di temperatura piuttosto marcata e probabile su buona parte d'Europa e sull'area mediterranea italiana.
Escludendo gennaio, visto che ci fidiamo più del modello mensile che dello stagionale, risulterebbe essere un'anomalia positiva possibile nei mesi successivi, febbraio e marzo. E questo con riferimento alle temperature: si comincia con il freddo in Europa e sul Nord Italia, ma più avanti avremo valori nella media o poco al di sopra.
Cosa possiamo dire invece sulle precipitazioni?
L'inizio dell'anno, la prima decade, sarà decisamente bagnato ma molto più al Centro-Sud che al Nord. E se nei primi giorni arriverà un po' di neve, date le temperature, sui monti delle regioni centrali e meridionali ne arriverà poca. Mentre al settentrione, dato che le precipitazioni saranno scarse, ne arriverà comunque poca.
Anche se nell'immediato non è attesa tanta neve, potrebbe arrivare in un secondo momento, è presto per dirlo. Dopo un primo inizio bagnato, le precipitazioni sull'Italia, e su buona parte dell'Europa mediterranea, tornano a essere nella media, sia nel modello stagionale che mensile. Quindi, qui l'attendibilità si somma e il segnale sembra solido.
Per la seconda metà di gennaio e per febbraio, pur non essendo i mesi invernali particolarmente piovosi per l'area mediterranea, non saranno sicuramente siccitosi. Non abbiamo segnali di anomalia negativa, ci aspettiamo eventi nella norma.