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“Cervo Bambotto ucciso senza motivo, era il simbolo del paese”: parla la donna che ne ha denunciato la morte

Intervistata da Fanpage.it Donatella Zendoli, la donna che per prima ne ha denunciato l’abbattimento, ha ricordato gli anni trascorsi con il cervo Bambotto. L’animale era la mascotte del borgo di Pecol, nel Bellunese. “Chi gli ha sparato, voleva farlo da tempo”, ha raccontato.
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A cura di Eleonora Panseri
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"Ho vissuto con Bambotto per 7 anni, per tutta la sua vita, dal giorno in cui è nato. La mamma ce lo aveva portato sullo zerbino di casa. I cervi non sono tutti così, lei e suo figlio erano di questa indole, non sono mai stati foraggiati, erano semplicemente così. E Otto non ha mai dato segni di aggressività, questa è una notizia falsa diffusa solo per giustificare il suo abbattimento".

A raccontare a Fanpage.it i lunghi anni trascorsi insieme a Bambotto, il cervo mascotte del borgo di Pecol, frazione di San Tomaso Agordino, nel Bellunese, ucciso alcuni giorni fa, è Donatella Zendoli, 64 anni, la donna che per prima sul suo profilo Facebook ha deciso di dare la notizia del suo abbattimento. E che con Bambotto ha passato 7 lunghi anni.

Dopo la pubblicazione del suo post, ripreso da tutte le testate, anche l'Ente nazionale per la Protezione degli animali ha annunciato di star valutando gli estremi per presentare una denuncia contro il cacciatore di 23 anni che lo avrebbe ucciso.

Donatella Zendoli, 64 anni.
Donatella Zendoli, 64 anni.

Come si comportava Bambotto? Che animale era?

Girava per le nostre case, dormiva di fronte alle nostre porte. Tendeva a scappare dalle persone che lo afferravano per le corna. Ho filmati che attestano che si metteva con la testa davanti alla finestra della mia cucina, mentre impastavo e preparavo da mangiare. Prendeva le mele dalle mie mani. A lei, un animale così, sembra aggressivo?

Perché, secondo lei, è stato ucciso?

Il ragazzo che ha abbattuto Bambotto aveva giurato che lo avrebbe fatto. Lo aveva detto diverse volte. Io lo conosco da quando è piccolo ed è sempre stato educato. Ma di recente era diventato spavaldo e arrogante, si era armato. E sul suo profilo, prima che lo chiudesse, aveva foto con alcuni suoi compagni con animali appena uccisi e con i fucili per aria.

Appena hanno fatto questa telefonata anonima, in cui denunciavano che Otto era aggressivo, lui è partito con il fucile e gli ha sparato, senza ragione. Lo ha trovato nel suo solito posto. Anche se c'era un patto fra i cacciatori storici, con loro siamo cresciuti insieme. Io non approvo la caccia, penso sia una barbarie. Ma questi hanno un'etica, ci sono delle regole, e lo hanno sempre preservato da tutto.

Da noi, quando si apre la stagione venatoria, c'è una lista dei capi che si possono abbattere. I cacciatori possono abbattere solo quelli e quando lo fanno bisogna obbligatoriamente segnalarlo, firmando e inserendo tutte le caratteristiche dell'abbattimento. Quindi, la storia del cacciatore anonimo non regge, sappiamo tutti chi è che ha ucciso Otto.

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È la prima volta che capita un fatto nel genere?

Sul mio profilo ho pubblicato la foto di una cerva con un piccolo vicino e una freccia nel collo. Con gli animali ci sono persone che si divertono a fare il tiro al bersaglio. Ora il suo piccolo gira da solo, la madre è morta. Io ho pubblicato questa foto e quelle di Otto per segnalare che c'è un problema.

Cosa rappresenta questa perdita per la vostra comunità?

Era la nostra mascotte, il simbolo della nostra piccola comunità. Noi siamo il paese dei cervi, sono l'attrazione di Pecol, vengono da tutta Europa a vederli. Perché si fidano talmente di noi che stanno vicino al borgo tranquilli. Non vengono foraggiati, noi il cibo lo diamo nelle mangiatoie autorizzate, specialmente d'inverno, e cerchiamo di tenerli in vita.

Bambotto era importantissimo per la comunità, ci identificava come realtà particolare. I bambini che venivano a fare le foto e accarezzare il cervo chiedevano se fosse un cane molto grosso, non avevano mai visto un cervo dal vivo. È per quello che siamo addolorati.

Io non sono una fanatica, non volevo scatenare un putiferio, ma solo attenzionare questo comportamento che non va giustificato. Noi speravamo che i giovani del Paese venissero su meglio di così. Non ci sarà più un animale come Bambotto, le cose così non capitano spesso, ora c'è solo tanta amarezza.

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