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Processo Ciro Grillo

Caso Ciro Grillo, la vittima testimonia in lacrime al processo: “Volevo gridare ma ero paralizzata”

Oggi Silvia ha testimoniato davanti ai giudici a Tempio Pausania (Sassari) per il processo a Ciro Grillo e i suoi amici accusati della presunta violenza sessuale avvenuta nel 2019 nella villa del figlio del comico e fondatore del M5S in Sardegna. La giovane è apparsa molto provata, così inizialmente è stata decisa una pausa. La legale degli imputati: “La teste si è contraddetta”
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A cura di Biagio Chiariello
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Ciro Grillo
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Processo Ciro Grillo

Oggi martedì 7 novembre è il giorno dell'udienza decisiva del processo a carico di Ciro Grillo e i suoi tre amici, accusati di uno stupro di gruppo avvenuto nel 2019 in Costa Smeralda in Sardegna. In aula al tribunale di Tempio Pausania infatti è presente Silvia (nome di fantasia), la studentessa italo norvegese all'epoca dei fatti 19enne, che accusa i quattro studenti genovesi della violenza.

La deposizione in lacrime dalla 19enne

La giovane, tuttavia, è scoppiata a piangere mentre rispondeva alle domande del Procuratore  Gregorio Capasso e il Presidente Marco Contu ha sospeso l'udienza. "Io volevo urlare ma non ci riuscivo. Volevo gridare ma ero come paralizzata", ha poi proseguito, sempre tra i singhiozzi, la deposizione al processo.

Silvia ha raccontato di aver conosciuto i quattro ragazzi di Genova durante una serata al ‘Billonaire' di Porto Cervo, dove avevano bevuto qualche drink insieme, e poi li avevano seguiti nell'abitazione. Qui – ha continuato la ragazza – era stata costretta a bere vodka con la violenza.

Era stata lei il 26 luglio 2019, all'epoca 19enne, a presentarsi al Comando della Stazione Carabinieri di Milano Porta Garibaldi per presentare denuncia su quanto accaduto nella villetta a schiera di Porto Cervo, di proprietà della famiglia del comico ed ex leader del M5S, nella notte tra il 16 e il 17 luglio di quattro anni fa. Ne venne fuori un verbale di oltre 200 pagine, il cui contenuto verrà discusso oggi e domani.

Legale imputati: "La teste si è contraddetta"

"La ragazza ha risposto a tutte le domande del pubblico ministero e della sua legale Giulia Bongiorno, ma dalla sua deposizione emergono tante contraddizioni", ha dichiarato l'avvocata del pool della difesa, Antonella Cuccureddu, al termine della prima giornata di deposizione in aula.

Ci sono state tante contraddizioni rispetto a quello che ha raccontato l'amica e ciò che hanno raccontato gli altri testimoni sentiti finora. Si tratta di elementi cruciali – ha sottolineato l'avvocata – dati obiettivi di tipo tecnico che emergono dalle intercettazioni e dagli hard disk, e che hanno reso possibile fare una ricostruzione quasi millimetrica della serata".

La giovane è apparsa molto provata e così inizialmente è stata decisa una pausa. Si torna in aula domani mattina alle 10 quando la studentessa, all'epoca dei fatti 19enne, dovrà rispondere alle domande delle difese dai quattro imputati.

Quali sono le accuse di Silvia

È esclusa la presenza in aula dei quattro imputati, difesi da un pool di avvocati e che hanno sempre sostenuto che la ragazza fosse consenziente. Silvia, che oggi vive all'estero, è accompagnata dai suoi legali, gli avvocati Giulia Bongiorno e Dario Romano. L'accusa è rappresentata in aula direttamente dal Procuratore capo Gregorio Capasso.

"Costretta ad avere rapporti sessuali in camera da letto e nel box del bagno", "afferrata per la testa a bere mezza bottiglia di vodka" e "costretta ad avere rapporti di gruppo" dai quattro indagati che hanno "approfittato delle sue condizioni di inferiorità psicologica e fisica" di quel momento. Queste le accuse.

Cosa ha detto Roberta, l'altra ragazza che accusa Ciro Grillo & c.

Qualche settimana fa ha invece testimoniato Roberta, l’amica della studentessa italo-norvegese, anche lei presunta vittima di violenza. In particolare Ciro Grillo e gli amici le avrebbero scattato delle foto hot mentre dormiva: "Per quei ragazzi non ero una persona ma solo un oggetto. Si sono comportati come se non avessi un nome. Ero semplicemente un divertimento per loro. Un qualcosa che dimostrava il loro potere maschile su di me" aveva detto.

"Quando ho saputo che mi sono state scattate foto hard mentre dormivo mi sono sentita come se al mondo non ci fosse sicurezza, come se fosse una cosa che potrebbe succedere tante altre volte. Chi commette questi atti sente di avere il potere sulla vittima", aveva aggiunto.

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