"Mi hanno fatto bere la vodka, afferrandomi per il collo. Poi mi hanno portata nel letto e mi hanno stuprata. Mi tenevano ferma su un letto e mi penetravano a turno, dicendosi dai ora tocca a me, per sei o sette volte", è il drammatico racconto della giovane studentessa di 19 anni vittima dei presunti abusi sessuali avvenuti in una villa di Cala di Volpe, in Sardegna, nel luglio del 2019 e di cui sono accusati Ciro Grillo, il figlio di Beppe Grillo, e suoi 3 amici: Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria. Tutto è iniziato con l'incontro tra la ragazza e il gruppo di giovani durante una serata nella discoteca Billionaire dove la 19enne era andata insieme ad una compagna di classe.

La prima violenza sulla 19enne

Secondo la ricostruzione fornita ai carabinieri dalla vittima, al momento di lasciare il locale, alle 5 del mattino del 17 luglio, non c'erano taxi e così e le due giovani hanno accettato l'invito dei ragazzi a fermarsi a dormire a casa loro. Qui, secondo i verbali delle dichiarazioni rilasciate dalla giovane milanese e pubblicati sul quotidiano "La Verità", si sarebbe consumata la violenza sessuale di gruppo. Dopo una cena insieme e le prime avance rifiutate, per la ragazza sarebbe iniziata la notte da incubo. Il primo rapporto sessuale sarebbe avvenuto con Corsiglia una volta a letto. "Mi ha preso per i capelli indirizzandomi la testa verso il suo pene, dicendomi cagna apri la bocca e mi chiedeva di fargli sesso orale. Inizialmente ho resistito ma lui continuava a farmi violenza. Io mi dimenavo perché non volevo, ma non riuscivo a contrastarlo completamente perché non mi sentivo bene" è il terribile racconto della giovane. La violenza sarebbe poi proseguita anche in bagno, sotto la doccia: "Mi teneva con la mano il collo, tenendomi bloccata di spalle e mi penetrava. Per due volte gli ho detto di smetterla, che era un animale, uno stronzo, ma lui ha continuato più forte, tirandomi i capelli e baciandomi sul collo".

La vittima in lacrime convinta a restare

Dopo la violenza subita, la ragazza in lacrime si sarebbe rivolta all'amica che stava dormendo sul divano in salotto per invitarla ad andare via, spiegandole la situazione. Questa però non l'ha assecondata:  "Le dicevo ‘mi hanno violentata'. Inizialmente non capiva e glielo ripetevo, poi le chiedevo se potevamo andare a casa. Si è seduta sul divano e mi ha fatto spallucce". A questo punto l'intervento degli altri ragazzi che l'avrebbero convinta a desistere dall'andare via e poi avrebbero violentato a loro volta la giovane.

La violenza di gruppo

"A quel punto intervenne un altro dei ragazzi, Vittorio Lauria, che nonostante io gli dicessi che un loro amico mi aveva violentata e che loro non erano intervenuti, ha cominciato a provarci. Poi verso le 9 del mattino mi hanno fatto bere la vodka, afferrandomi per il collo. Sentivo che mi girava la testa dopo aver bevuto, non ricordo bene. Poi mi hanno portata nel letto matrimoniale e mi hanno stuprata" ha raccontato la ragazza. A questo punto la violenza di gruppo. Documentata in parte dai video girati con i telefonini dai presunti violentatori. Terribile la sequenza raccontata dalla vittima: "Sentivo che si chiamavano per nome tra di loro e si dicevano ‘ora tocca a me, dai spostati' e sentivo che si davano il cambio. Uno mi tirava i capelli e mi tiravano schiaffi sulle natiche e sulla schiena. Mi girava la testa e continuavo a cadere in avanti. Ho visto nero, da quel momento non ricordo più nulla, ho perso conoscenza". La ragazza si è risveglia solo nel pomeriggio, nuda e avvolta in una coperta, ancora stordita ha deciso di raccontare tutto alla mamma solo dopo una settimana.