Scoppia l'ennesima bomba sul caso di presunto stupro di gruppo che coinvolge Ciro Grillo, figlio del comico genovese e fondatore del Movimento 5 Stelle, e tre suoi amici. Secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano, i legali dei giovani starebbero pensando di rendere pubblico il video citato da Grillo nel suo sfogo che tanto ha fatto discutere alcuni giorni fa. La registrazione, secondo il garante dei 5 Stelle e gli avvocati difensori, renderebbe evidente il fatto che non si tratti di stupro di gruppo, bensì di un rapporto consenziente. La questione è delicatissima, ma sarebbe proprio la crescente attenzione mediatica a far propendere gli avvocati in questa direzione.

Si tratta comunque di un video che mostra un rapporto sessuale, che sia consenziente o non lo sia. Renderlo pubblico sarebbe una scelta senz'altro discutibile: "Per noi il processo va condotto in aula, non sulla stampa o in tv", dicono gli avvocati difensori, secondo quanto riporta il Fatto. "Certo, siamo consapevoli che in questo momento questa scelta possa significare esporsi a un massacro mediatico". Anche perché questo video, che secondo i legali che difendono Ciro Grillo, Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria li scagionerebbe dall'essersi resi protagonisti di uno stupro di gruppo, secondo gli avvocati delle parti civili confermerebbe la violenza.

Dal video, che registra una scena di sesso tra la giovane studentessa e i quattro ragazzi, emergerebbero immagini di enorme brutalità secondo i legali delle parti civili. Gli avvocati difensori avrebbero deciso di cambiare strategia, e domani ci dovrebbe essere una riunione per concordarne una comune, alla luce dell'escalation mediatica che ha avuto il caso di cronaca. Certamente, in questo senso, lo sfogo di Beppe Grillo non ha aiutato, ma da allora il caso occupa costantemente i salotti televisivi. Da lì l'idea di ribaltare il tavolo pubblicando il video.