14 Febbraio 2012
15:52

Casalesi e Al Qaeda, patto per uccidere i pm antimafia

Una cellula di terroristi avrebbe trovato asilo nel casertano ma in cambio avrebbe dovuto uccidere i magistrati autori delle indagini che misero in ginocchio il clan.
A cura di Vincenzo Sbrizzi
arresto schiavone

C'era un patto scellerato tra l'organizzazione criminale più potente d'Italia e quella terroristica più pericolosa del mondo. Per placare la propria sete di vendetta era disposto a tutto, anche dare asilo a dei terroristi. Lo scambio con loro doveva essere alla pari. Avrebbero dato basi logistiche nell'agro – aversano a fronte di attentati a magistrati. Era questa l'idea di Nicola Schiavone, figlio del boss "Sandokan", che aveva un unico obiettivo: uccidere i magistrati che avevano fatto condannare il padre e la madre. I tanto odiati magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, il pool di uomini che ha messo in ginocchio il clan dei Casalesi coordinando le indagini delle forze dell'ordine.

Doveva essere un vero colpo alle istituzioni quello che meditava Schiavone, ancora più grave di quello sferrato dalla mafia nel corso della stagione delle stragi. A premere il grilletto dovevano essere nientemeno che gli uomini di Al Qaeda, il top in fatto di omicidi e assassini di innocenti. L'obiettivo numero uno era Federico Cafiero de Raho, il procuratore aggiunto di Napoli che si occupa proprio del coordinamento dei sostituti antimafia. Eliminato il capo, sarebbe toccato poi ai suoi uomini, in una vera e propria logica camorristica. A rivelare gli intenti di Schiavone jr è stato il collaboratore di giustizia, Roberto Vargas. Il pentito era tra il 2008 e il 2009 agli ordini di Schiavone e ne conosceva tutti i progetti.

Tra cui anche quello di allearsi con una cellula di Al Qaeda in Italia. Il patto era di ospitare nei bunker casertani un gruppo di terroristi che avevano il fiato sul collo da parte dell'intelligence mondiale. Nella terra dei casalesi sarebbero stati al sicuro ma in cambio avrebbero dovuto utilizzare le loro “abilità” per uccidere i pm antimafia. Per farlo Schiavone aveva anche ordinato dei bazooka da utilizzare contro le auto blindate dei magistrati. L'arresto di Schiavone, avvenuto nel giugno 2010, non ha allontanato definitivamente il pericolo degli attentati. Secondo il collaboratore di giustizia il suo posto sarebbe stato preso dal fratello Carmine.

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