Accoltellato alla testa, alle gambe, alle braccia, al torace. Fabio Spiga è stato massacrato dal marito Luca Meloni con oltre sessanta coltellate. È quanto emerge dalle prime risultanze dell’autopsia sul corpo del 43enne assassinato a Casale Monferrato. Secondo l'esame effettuato dal medico Luca Tajana dell’istituto di medicina legale di Pavia, la vittima aveva anche la giugulare recisa, ma è ancora presto per stabilire se è stato quello il fendente fatale.

Resta in carcere Luca Meloni, accusato di omicidio volontario aggravato e detenuto nel carcere di Vercelli da mercoledì 28 ottobre, quando è stato fermato dopo aver chiamato la polizia per denunciarsi. Il delitto, stando a quanto raccontato dallo stesso Meloni, sarebbe andato in scena al culmine di un lite nella camera da letto dell'appartamento in cui la coppia viveva. Meloni e Spiga, insieme da molti anni, si erano uniti civilmente nel 2016.

Gelosia, ma anche debiti sarebbero i temi della discussione nel corso della quale Meloni ha aggredito il marito con un coltello da cucina. La vittima, come testimoniato dalle tante ferite, avrebbe provato a difendersi, finendo poi per soccombere sotto la pioggia di fendenti. Dopo aver assassinato il marito Meloni non ha immediatamente chiamato i soccorsi, ma ha raggiunto alcuni amici e ha passato la notte fuori. Rientrato dopo colazione, sarebbe nuovamente uscito per delle commissioni lasciando il cadavere del coniuge in una pozza di sangue.

Agli amici e colleghi avrebbe dato versioni discordanti sulle condizioni del marito. Dopo aver detto che aveva avuto un malore, aveva poi rassicurato gli amici che stava meglio e presto sarebbe tornato al supermercato dove lavorava. Poi, la chiamata alla polizia. Le indagini continuano con gli accertamenti sui dispositivi in uso alla coppia e i rilievi scientifici sulla scena del crimine, dove sono stati prelevati DNA e impronte.