La Procura di Piacenza ha chiesto il giudizio immediato per 16 persone, tra cui 6 carabinieri, coinvolti nell'inchiesta sulla caserma Levante che lo scorso luglio ha portato, nell'ambito dell'operazione "Odysseus", all'arresto dei militari dell'Arma per reati come lo spaccio di sostanze stupefacenti, tortura, lesioni personali ed estorsione. Sono in totale 23 gli indagati. I pm, coordinati dal procuratore capo Grazia Pradella, hanno inoltrato la richiesta al gip ritenendo di avere, per 16 posizioni (6 carabinieri e 10 civili), sufficienti elementi probatori per chiedere il giudizio immediato. Contestati complessivamente 62 capi di imputazione, la maggior parte a carico di cinque militari della Levante coinvolti nell'inchiesta (quattro ancora in carcere e uno agli arresti domiciliari): si tratta di Giuseppe Montella (40 capi, è lui quello che viene considerato il capo della banda) Salvatore Cappellano (13 capi), Angelo Esposito (9 capi), Giacomo Falanga (7 capi) e Daniele Spagnolo (5 capi). La decisione del giudice è attesa entro il 22 ottobre. Il giudizio immediato prevede l'assenza delle udienze preliminari e viene richiesto tenendo conto di prove ritenute evidenti.

La caserma di Piacenza sequestrata in estate

In estate la caserma di via Caccialupo a Piacenza fu "azzerata" e sequestrata, rappresentando il primo caso in Italia. Oggi la caserma è ritornata in possesso dell’Arma e dovrebbe presto tornare alla sua piena attività. I civili coinvolti invece sono tutti accusati di spaccio di stupefacenti, a parte uno che deve rispondere di estorsione e minacce. Per altre sette persone sono invece ancora in corso le indagini preliminari. Tra loro c'è anche il maggiore Stefano Bezzeccheri (ex comandante della Compagnia di Piacenza) che è accusato di abuso di ufficio.