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Cade dalla carrozzina a scuola e muore a 13 anni: indagato per omicidio colposo l’accompagnatore

L’operatore sociosanitario di 29 anni delegato ad accompagnare a scuola Angelo, lo studente 13enne con distrofia muscolare morto domenica scorsa in ospedale dopo cinque giorni di ricovero, è indagato per omicidio colposo.
A cura di Davide Falcioni
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Omicidio colposo. È per questa ipotesi di reato che è stato iscritto nel registro degli indagati l'operatore sociosanitario di 29 anni delegato ad accompagnare a scuola Angelo, lo studente 13enne con distrofia muscolare morto domenica scorsa in ospedale dopo cinque giorni di ricovero. Lo scorso  6 febbraio lo studente era caduto dalla sua carrozzina all'uscita di scuola a Giurdignano, in provincia di Lecce. Era stato trasportato in ospedale dai genitori per accertamenti ma le sue condizioni si erano aggravate fino al decesso, nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Vito Fazzi, per complicazioni neurologiche legate ad alcune fratture alle tibie. Titolare dell'inchiesta è il pm Alberto Santacatterina il quale ha disposto l'autopsia che è stata programmata per domani mattina.

L'incidente che ha visto protagonista Angelo si è verificato intorno alle 13.30 del 6 febbraio nell'istituto che frequentava a Giurdignano, in provincia di Lecce. Dopo il suono della campanella, accompagnato da un operatore socio sanitario che lo aiutava a spostarsi, il ragazzo è uscito dal plesso dell'istituto. Qualcosa, però, è andato storto e il giovane è caduto. Inizialmente le sue condizioni non destano alcuna preoccupazione, ma poco inizia a stare male e perde coscienza così i genitori lo trasportano per accertamenti all'ospedale di Scorrano, e da lì nel reparto emergenza dell'ospedale Vito Fazzi. Qui le sue condizioni si aggravano ulteriormente e viene ricoverato in terapia intensiva, fino a ieri quando è sopraggiunto il decesso.

"I genitori sono distrutti – ha dichiarato ieri l'avvocato Salvatore Corrado, uno dei due legali che assistono la famiglia -. Non abbiamo certezze al momento ma, a sentire i genitori, gli operatori sanitari che hanno avuto in cura Angelo dal 6 all'11 febbraio hanno fatto tutto ciò che era possibile per salvarlo. Quindi non sembrerebbero esserci elementi al momento per contestare un'eventuale imperizia sanitaria". "Alcuni bambini presenti al momento dell'uscita da scuola – aggiuge – hanno detto che Angelo è caduto perché erroneamente è stato fatto scendere dalla scala invece che dallo scivolo per disabili, ma sono tutte cose che dobbiamo ancora verificare". Sull'accaduto la procura di Lecce ha aperto una inchiesta.

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